di Giulio Mola Con il miglior abito possibile per una serata di gala che a La Spezia aspettano da quasi un secolo. Notte di festa al Picco, pronto ad accogliere novantotto anni dopo l’ultimo match ufficiale (l’11 novembre 1923, la serie A col girone unico non esisteva ancora) il Milan capolista. Quella volta finì 2-1 per i rossoneri (in realtà poi nel 2000 c’è stata un’amichevole), ma il verdetto che potrebbe uscire fra poche ore dallo stadio ligure è ancora più pesante: vincendo stasera, infatti, la squadra guidata da Stefano Pioli non...

di Giulio Mola

Con il miglior abito possibile per una serata di gala che a La Spezia aspettano da quasi un secolo. Notte di festa al Picco, pronto ad accogliere novantotto anni dopo l’ultimo match ufficiale (l’11 novembre 1923, la serie A col girone unico non esisteva ancora) il Milan capolista. Quella volta finì 2-1 per i rossoneri (in realtà poi nel 2000 c’è stata un’amichevole), ma il verdetto che potrebbe uscire fra poche ore dallo stadio ligure è ancora più pesante: vincendo stasera, infatti, la squadra guidata da Stefano Pioli non solo arriverebbe ai quattro mesi di primato solitario, ma potrebbe abbozzare la prima vera e propria fuga-scudetto della stagione, in attesa di Inter-Lazio in programma domani sera. Ma l’allenatore, nella consueta chiacchierata della vigilia coi giornalisti, dribbla con abilità l’argomento: "Al verbo volare io preferisco lavorare... ". Lo ripete una, due, tre volte. Non ha senso fare troppi pensieri stupendi per un qualcosa che non era nei programmi di inizio stagione. A Pioli viene quasi l’orticaria a pronunciare quella parolina magica. "Fino a maggio non me la sentirete mai dire", aggiunge sorridendo. Ma il tecnico è il primo a sapere che per lo scudetto il Milan deve almeno provarci nel lunghissimo rettilineo finale della stagione: perciò chiede ai suoi impegno e concentrazione, senza dare nulla per scontato. "Contro una squadra aggressiva che gioca un buon calcio voglio vedere i miei lucidi, precisi, concentrati, concreti, fiduciosi", è l’ordine di scuderia. La fortuna, dopo settimane di emergenza, è quella di avere a disposizione tutti i titolarissimi. E di poter fare delle scelte non obbligate aspettando la settimana del derby: subito in campo Kjaer, Bennacer, Calhanoglu, mentre Leao dovrebbe essere preferito a Rebic. "Ma dell’Inter ne parleremo da lunedì", assicura Pioli.

Ci sarà anche Ibrahimovic che, a detta del tecnico, non sembra essere distratto da Sanremo: "Ci penseremo quando sarà il momento. Il nostro Festival è il campo", taglia corto Pioli senza commentare le voci di una possibile versione di Zlatan “cantante“ sul palco dell’Ariston. Così come non provocano scompiglio le voci dei complicati rinnovi contrattuali di Donnarumma e Calhanoglu anche se all’esterno l’ombra di Mino Raiola può apparire più pericolosa di quella interista. Per ora testa solo allo Spezia: anche senza tifosi allo stadio tutto l’ambiente è euforico da settimane per l’ottimo campionato al debutto in serie A. E poi sgambettare la capolista sarebbe il modo migliore per dare il benvenuto alla nuova proprietà: solo da poche ore l’imprenditore statunitense Robert Platek, gestore del patrimonio della Dell (multinazionale texana dell’informatica) ha preso il posto del patron Gabriele Volpi .