di Luca Talotta Il Milan si è seduto a tavola. E siccome l’appetito vien mangiando, cerca gli ingredienti giusti per far diventare il suo un menù stellato. Perché se cerchi uno come Mandzukic, che non gioca da dieci mesi ma ha nel curriculum qualcosa come 27 trofei conquistati dopo aver vestito maglie prestigiose come quelle di Atletico Madrid, Bayern Monaco e Juventus, allora significa che è arrivato il momento di alzare la famosa asticella. Merito di Pioli e dell’attuale rosa, che ha finalmente fatto...

di Luca Talotta

Il Milan si è seduto a tavola. E siccome l’appetito vien mangiando, cerca gli ingredienti giusti per far diventare il suo un menù stellato. Perché se cerchi uno come Mandzukic, che non gioca da dieci mesi ma ha nel curriculum qualcosa come 27 trofei conquistati dopo aver vestito maglie prestigiose come quelle di Atletico Madrid, Bayern Monaco e Juventus, allora significa che è arrivato il momento di alzare la famosa asticella. Merito di Pioli e dell’attuale rosa, che ha finalmente fatto tornare il sorriso a tifosi e dirigenza intera. Quella dirigenza che oggi potrebbe tentare un nuovo affondo per lo stesso attaccante croato: per lui pronto un contratto fino alla fine della stagione, a cifre molto contenute (si parla di 800mila euro). A giugno, poi, se ne riparlerà.

Proprio come accadde con Ibrahimovic, l’altro vecchietto che ha aiutato questo Milan a passare da menù di trattoria a ristorante di pregio. Mandzukic, dopo la sciagurata esperienza in Qatar (sette presenze ed un solo gol, fuga dopo due mesi tristi) vuole tornare alla ribalta in Serie A. E i rossoneri sono la sua priorità; molti club lo stanno cercando (Besiktas e CSKA Mosca su tutte) ma il progetto rossonero potrebbe convincere il 34enne croato a sbarcare subito a Milano, anche in qualità di vice Ibrahimovic. Anche alla luce del fatto che la concorrenza, lentamente, va scemando: Jovic, infatti, ha lasciato il Real Madrid per unirsi fino a giugno in prestito all’Eintracht Francoforte.

Il cambio di rotta in casa Milan, però, è netto: "Se dovesse esserci la possibilità di prendere un giocatore che ci faccia fare il salto di qualità? Perché no, nello scorso mercato non abbiamo speso quello che potevamo spendere". Questo diceva, nel prepartita di Milan-Roma, Paolo Maldini lo scorso 26 ottobre. E il nome di Mandzukic riecheggia ancora di più nelle sale di via Aldo Rossi. Lì dove si studia l’arrivo di un difensore: perso Simakan, ormai promesso sposo al Lipsia, rimane in piedi la pista Tomori, che arriverebbe in prestito dal Chelsea senza esborso economico ma anche senza garanzie di permanenza. Il Milan non ha fretta, deciderà con calma. Anche perché intanto ha messo a posto la falla a centrocampo: ieri sera è sbarcato a Milano, da Torino, Meité. Per lui stamattina le visite mediche di rito, la firma del contratto (arriva in prestito oneroso per un milione di euro e riscatto fissato a otto) e primo allenamento. E lunedì, a Cagliari, verrà subito convocato. Perché anche lui, come Mandzukic, è un giocatore pronto, che conosce la Serie A e darà una mano da subito alla squadra.