Franck Kessie, 24 anni, e Theo Hernandez (23): sono tra i leader del Milan di Pioli
Franck Kessie, 24 anni, e Theo Hernandez (23): sono tra i leader del Milan di Pioli
di Giulio Mola Dal palco di Sanremo al prato di... San Siro. Scocca l’ora di Zlatan Ibrahimovic, quanto mai Uomo della Provvidenza in questo complicato momento del Milan, aggrappato con le unghie e con i denti alla zona Champions dopo ripetuti e inattesi scivoloni. Dopo tre settimane di stop lo svedese torna al posto giusto nel momento giusto: c’è il ritorno degli ottavi di finale di Europa League con il Manchester United stasera, potrebbe bastare anche lo 0-0 per qualificarsi (dopo l’1-1 strappato all’Old Trafford), ma il popolo rossonero aspetta i gol del suo...

di Giulio Mola

Dal palco di Sanremo al prato di... San Siro. Scocca l’ora di Zlatan Ibrahimovic, quanto mai Uomo della Provvidenza in questo complicato momento del Milan, aggrappato con le unghie e con i denti alla zona Champions dopo ripetuti e inattesi scivoloni. Dopo tre settimane di stop lo svedese torna al posto giusto nel momento giusto: c’è il ritorno degli ottavi di finale di Europa League con il Manchester United stasera, potrebbe bastare anche lo 0-0 per qualificarsi (dopo l’1-1 strappato all’Old Trafford), ma il popolo rossonero aspetta i gol del suo idolo, che sta seriamente pensando di prolungare di un anno il suo soggiorno a Milanello è dintorni.

Titolare subito? Difficile dirlo. Per ora Stefano Pioli è ben felice di riaccoglierlo in gruppo, e le prime parole nella conferenza stampa della vigilia sono proprio per Ibracadabra. "È recuperato e quindi convocato. Il suo rientro è importante anche se non ha i novanta minuti nelle gambe, vedremo che scelte fare". Non è chiaro se lo svedese verrà impiegato dal primo minuto vista l’autonomia limitata (dipende molto dal recupero di Leao o Rebic) e Pioli non cade nella trappola della provocazione dei colleghi inglesi: "Mi chiedete se Ibra sia meglio in campo oppure sul palco? Non ho visto Zlatan a Sanremo, di certo sul terreno di gioco è un grande campione e da lui ci aspettiamo tanto. E’ arrivato nel gennaio 2020, la squadra è migliorata come personalità e sa stare in campo. Lui e Kjaer ci hanno fatto crescere parecchio"

Consumato l’ampio capitolo dedicato al totem scandinavo senza sciogliere i dubbi, Pioli punta diritto l’obiettivo. Perché è già tempo di sentenze, è il momento di portare a casa dei risultati. L’importante è respingere i cattivi pensieri: "Avrei firmato ad agosto per ritrovarsi a questo punto della stagione secondo in campionato e in corsa per l’Europa League, ma non posso accontentarmi perché nel frattempo abbiamo alzato le aspettative, anche di noi stessi. Siamo cresciuti, essere stati belli e vincenti non servirà a molto se poi alla fine dell’anno non porteremo qualcosa a casa".

Lo United (senza Cavani, Martial e Bailly ma con Pogba e Rashford in più) è avversario tosto. Vero, con Ibra tornerà anche Bennacer (solo stamattina si saprà qualcosa degli altri incerti) ma per andare avanti serve la partita perfetta: "Non possiamo gestire la gara - avverte l’allenatore -. Dobbiamo giocare il nostro calcio, cercando di essere pericolosi. Conosciamo le loro caratteristiche e la loro forza, non perdono da 12 gare, sono avversari temibili, dovremo giocare con personalità e ritmo". Infine, un avviso ai naviganti dopo gli episodi di nervosismo che ha visto coinvolti Donnarumma, Rebic ed Hernandez: "Sono situazioni che possono capitare, ma non dovranno ripetersi. Le energie è meglio usarle in un altro modo. Dobbiamo imparare a essere più lucidi".