14 gen 2022

Milan col brivido, Leao si mangia il Genoa

Giroud risponde a Ostigard, ma servono i supplementari per mettere sotto Sheva: decidono il portoghese e Saelemaekers

luca talotta
Sport
Rafael Leao esulta dopo il tentativo di cross che si è infilato alle spalle di Semper: l’ingresso del portoghese ha cambiato il volto della partita
Rafael Leao esulta dopo il tentativo di cross che si è infilato alle spalle di Semper: l’ingresso del portoghese ha cambiato il volto della partita
Rafael Leao esulta dopo il tentativo di cross che si è infilato alle spalle di Semper: l’ingresso del portoghese ha cambiato il volto della partita

di Luca Talotta L’occhio lucido, quello di chi ha scritto pagine indelebili della storia del Milan. Il pianto non c’è stato ma, ne siamo certi, il magone un po’ sarà venuto a Shevchenko. Che ieri, in un San Siro per pochi intimi (13mila spettatori) ha messo in seria difficoltà il suo Diavolo, squadra alla quale ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote nella corsa in Coppa Italia piegandosi solo ai supplementari (3-1) e dicendo probabilmente addio alla panchina del Genoa. Il freddo gelido della serata milanese (un grado) è stato il filo conduttore per tutti gli attori in campo. E lo è stato in primis per i tifosi rossoneri, che l’hanno mitigato gettandosi con la mente in tempi e lidi remoti, con continue ovazioni sempre a lui, Shevchenko, il vero protagonista di una serata dallo spettacolo mediocre. Le lacrime, come detto, non sono apparse, perché da veri professionisti bisogna onorare chi, di fatto, paga lo stipendio, vale a dire il Genoa; ma la risposta, costante e presente, alle incitazioni dei tifosi no, quella non è mai mancata. È accaduto alla chiamata delle formazioni, ma anche al minuto 13’ quando la Curva Sud, il cuore del tifo rossonero, ha esposto uno striscione emblematico e intriso di romanticismo: "Una lunga storia d’amore, lo sguardo di Manchester scolpito nel cuore, Sheva leggenda per sempre" con successivo coro anche per Mauro Tassotti, suo vice. L’emozione del ritorno di Sheva a San Siro ha fatto da contraltare ad una prestazione opaca dei ragazzi di Pioli. Poche idee, nemmeno troppo lucide, voglia sotto i tacchi e testa già alla gara di lunedì contro lo Spezia. Peccato, perché Pioli aveva tenuto a rimarcare alla vigilia che, per una squadra come il Milan che negli ultimi dieci anni ha vinto la miseria di una Supercoppa italiana, la ...

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