Diogo Dalot, ex Manchester United
Diogo Dalot, ex Manchester United
di Giulio Mola Sette punti nelle ultime tre giornate di campionato hanno non solo consolidato il secondo posto in classifica, ma pure restituito al Milan certezze e un’identità di squadra. Si potrebbero anche trovare attenuanti per la frenata in questo complicato inizio del 2021, fra infortuni e fisiologica stanchezza, ma Stefano Pioli mai si è aggrappato agli alibi e alla jella, neppure quando in gennaio, senza 7 titolari, affrontò la Juventus a viso aperto per poi arrendersi nel finale. Ecco perché la truppa rossonera è volata ieri a Manchester per l’andata dell’ottavo di Europa League (che profuma parecchio di...

di Giulio Mola

Sette punti nelle ultime tre giornate di campionato hanno non solo consolidato il secondo posto in classifica, ma pure restituito al Milan certezze e un’identità di squadra. Si potrebbero anche trovare attenuanti per la frenata in questo complicato inizio del 2021, fra infortuni e fisiologica stanchezza, ma Stefano Pioli mai si è aggrappato agli alibi e alla jella, neppure quando in gennaio, senza 7 titolari, affrontò la Juventus a viso aperto per poi arrendersi nel finale.

Ecco perché la truppa rossonera è volata ieri a Manchester per l’andata dell’ottavo di Europa League (che profuma parecchio di Champions) infarcita di seconde linee ma pronta a sovvertire i pronostici dei bookmaker (non solo inglesi) e a rendere durissima la vita allo United reduce da un clamoroso successo nel derby contro il City. Purtroppo anche all’Old Trafford ci sarà un Milan decimato causa defezioni, come se la squadra rossonera si fosse sdoppiata in due anime: da una parte quelli che sono partiti (soltanto 19 convocati tra cui un “primavera“, per molti undicesimi giocherà la formazione che ha vinto con merito a Verona, e dunque Leao unica punta, Meitè o Tonali a centrocampo con Kessie, mentre Romagnoli si accomoderà in panchina) consapevoli che la sfida si gioca sui centottanta minuti; dall’altra quelli che sono rimasti a Milanello (oltre Ibra ci sono anche Rebic, Calhanoglu e Theo Hernandez, colpito da un virus gastrointestinale) e che si preparano in vista del fondamentale posticipo di domenica sera a San Siro contro il Napoli, il secondo dei tre appuntamenti di una settimana intensissima che si chiuderà giovedì prossimo, a Milano, col la gara di ritorno contro i Red Devils.

Testa però al “teatro dei sogni“, con l’allenatore che garantisce: "All’Old Trafford giocheremo con la stessa qualità. E’ uno scontro prestigioso fra club che hanno tanta storia dalla loro parte, ma negli ultimi giorni abbiamo fatto bene, perciò un risultato positivo ci darebbe grande slancio. E poi in questo momento abbiamo due strade: o ci facciamo travolgere dalle onde negative, oppure cavalchiamo quelle positive, a partire dalla fiducia nei nostri mezzi. Ecco, mi pare che abbiamo scelto la seconda via". Anche perché il percorso verso la vetta d’Europa prevede questi e altri ostacoli: "Noi stiamo lavorando per realizzare i nostri sogni e tornare a vincere. Maldini ha detto che ci vogliono almeno un paio d’anni di presenza in Champions per pensare di riuscirci. C’è da fare ancora tanta strada...".

Intanto va ridimensionandosi lo scontro verbale Ibra-Lukaku durante il derby di Coppa Italia dello scorso 26 gennaio: per la Procura Figc non c’è stato razzismo (quindi la frase di Zlatan sul voodoo non è stata considerata tale), il tutto va inquadrato in una “condotta antisportiva“. Ora che sono state chiuse le indagini, per evitare il deferimento dei giocatori (per i due club c’è la responsabilità oggettiva), i legali potranno presentare richiesta di patteggiamento (con eventuale congrua multa, senza squalifica) ed eventuale impegno accessorio a svolgere “lavori socialmente utili”, magari nei settori giovanili Figc.