Il futuro non è più un’ipotesi, il cielo sopra la rete è diventato azzurro e promette di restarlo ancora per un bel po’. Ed è merito (anche) dei figli di papà. Il delizioso supplizio dello sport è anche questo: finite le Olimpiadi, critiche e de profundis si sprecavano per un movimento come quello del volley che, onestà impone di dirlo, aveva cannato l’appuntamento a cinque cerchi. Dopo neanche due mesi, la...

Il futuro non è più un’ipotesi, il cielo sopra la rete è diventato azzurro e promette di restarlo ancora per un bel po’. Ed è merito (anche) dei figli di papà.

Il delizioso supplizio dello sport è anche questo: finite le Olimpiadi, critiche e de profundis si sprecavano per un movimento come quello del volley che, onestà impone di dirlo, aveva cannato l’appuntamento a cinque cerchi.

Dopo neanche due mesi, la prospettiva si è ribaltata: le due giovanissime nazionali di Mazzanti e De Giorgi che vincono l’Europeo femminile e maschile, l’under 18 femminile seconda ai mondiali, l’under 20 femminile (in luglio) e l’under 21 maschile, domenica, che vincono l’oro iridato. Una raffica di successi che oltre a portare denaro nelle casse della Fipav, dimostra che il lavoro fatto negli anni passati sta dando ottimi frutti.

E in alcuni casi c’entra molto anche il Dna: perché è vero che la cultura del lavoro di alcuni allenatori, come De Giorgi o come Angiolino Frigoni, tecnico dell’under 21 e storico vice di Velasco, si può far risalire alla Generazione dei Fenomeni. Ma anche i geni hanno fatto la loro parte, a giudicare dalla quantita di figli d’arte sparsa con ruoli da protagonisti in tutte le squadre che ci hanno reso orgogliosi in questi mesi. Dal capitano dell’under Tommy Rinaldi, figlio di Pietro, a Francesco Recine erede di Stefano a Davide Gardini figlio di Andrea, da Ofelia Malinov a Gaia Guiducci (figlia dell’ex beacher Bruschini), dalle figlie di cestisti Frosini e Pietrini, la natura ha avuto un ruolo nel dotare i nostri giovani dei talenti giusti.

Ma il caso più noto è quello di Alessandro Michieletto, da consegnare alla scienza: essere così dominante a soli 19 anni è merce rara anche nello sport, pazzesco farlo dopo un’estate di lavori forzati che lo ha portato, dopo la finale di Champions col club giocata l’1 maggio, a iniziare la Nations League con la maglia azzurra il 25 maggio, disputarla tutta, andare alle Olimpiadi, fare gli Europei vincendoli e poi ’tornare’ nell’under 21 per trionfare nel mondiale.

Per fortuna è giovane e ha il fisico...

Doriano Rabotti