Juniore Messias, 30 anni. Dopo il gol in Champions, una doppietta: la favola continua
Juniore Messias, 30 anni. Dopo il gol in Champions, una doppietta: la favola continua
di Luca Talotta La strada più semplice da percorrere, per uscire da un periodo di crisi, è quello di affidarsi ai campioni che hai in rosa. Il Milan, ieri sera, è invece andato oltre, affidandosi sì ai suoi atleti più talentuosi ma costruendone un altro in casa. Perché se da una parte Ibrahimovic e Maignan sono stati i due veri artefici del successo di ieri sera al Marassi, dall’altra è stato Messias a prendersi la scena, con una doppietta all’esordio da titolare in Serie A che sancisce la fine della sua ‘favola’ e lo consacra come giocatore di qualità. Dopo due...

di Luca Talotta

La strada più semplice da percorrere, per uscire da un periodo di crisi, è quello di affidarsi ai campioni che hai in rosa. Il Milan, ieri sera, è invece andato oltre, affidandosi sì ai suoi atleti più talentuosi ma costruendone un altro in casa. Perché se da una parte Ibrahimovic e Maignan sono stati i due veri artefici del successo di ieri sera al Marassi, dall’altra è stato Messias a prendersi la scena, con una doppietta all’esordio da titolare in Serie A che sancisce la fine della sua ‘favola’ e lo consacra come giocatore di qualità.

Dopo due sconfitte di seguito in campionato, maturate contro Fiorentina e Sassuolo, Pioli voleva una reazione da parte della sua squadra. Reazione che c’è stata e che potrebbe essere fondamentale nell’intasato calendario che accompagnerà il Diavolo da qui alla fine dell’anno solare. Perché non c’è nemmeno tempo di godersi il successo di ieri che già si tornerà in campo tra meno di 48 ore, quando a San Siro sbarcherà la Salernitana, prima della sfida di martedì contro il Liverpool per il dentro o fuori di Champions League.

E pensare che la serata era partita decisamente male, con un tiro a sfiorare l’incrocio di Cambiaso e l’infortunio occorso a Kjaer: tutto in appena sessanta secondi, con il danese costretto ad uscire in barella con ghiaccio sul ginocchio per un trauma contusivo-distorsivo al ginocchio sinistro. Oggi verranno effettuati gli esami strumentali del caso per capire la reale entità del problema riportato dal difensore, ma è chiaro che le speranze di averlo in campo martedì contro il Liverpool in Champions League sono ridotte al lumicino.

I campioni, dicevamo. Non sarà un caso se ad aprire le marcature, dopo appena dieci minuti, sia stato proprio Ibrahimovic: punizione perfetta, gol numero 90 con la maglia del Milan. E poco importa se lo svedese, rimasto in campo per 60 minuti (è l’unico attaccante in rosa, va gestito con cautela), alla fine ne abbia sbagliati almeno altri tre, perché lì dove non arriva ibra, ci pensa Messias.

Per il 30enne brasiliano, dopo l’esordio con gol in Champions League a Madrid, ecco l’esordio da titolare in campionato condito addirittura da una doppietta: di testa (in modo assai intelligente) al 45’, di sinistro su assist di Diaz al 60’. Un minuto dopo l’uscita di Ibrahimovic e quasi in contemporanea con il momentaneo 2-0 del Napoli a Reggio Emilia contro il Sassuolo, come un messaggio lanciato nella corsa al primo posto. E che dire di Maignan, chiamato in causa solo due volte (da Ekuban e Portanova) ma capace di superarsi con due interventi poderosi. Che lanciano e rilanciano ancora il Milan, che ritrova le sue certezze aggrappandosi ai suoi campioni, vecchi e nuovi. Poco ha potuto il Genoa di Shevchenko in una serata dalle mille emozioni. Una squadra quadrata e volitiva che certo ha provato a fermare il Diavolo, ma i campioni ieri erano quelli con la maglia rossonera.