Nessuna deroga alla quarantena per gli atleti iscritti agli Australian Open, il che complica parecchio le tappe di avvicinamento ai match, previsti dall’8 febbraio in poi. Le autorità sanitarie hanno messo in atto un protocollo sanitario molto rigido con una quarantena di 14 giorni imposta a tutte le persone che arrivano nel Paese, compresi i giocatori, che non hanno alcuna autorizzazione a lasciare le loro stanze per...

Nessuna deroga alla quarantena per gli atleti iscritti agli Australian Open, il che complica parecchio le tappe di avvicinamento ai match, previsti dall’8 febbraio in poi. Le autorità sanitarie hanno messo in atto un protocollo sanitario molto rigido con una quarantena di 14 giorni imposta a tutte le persone che arrivano nel Paese, compresi i giocatori, che non hanno alcuna autorizzazione a lasciare le loro stanze per allenarsi, nonostante possano dimostrare di essere Covid negativi. Unica concessione, la modifica del calendario dei tornei di avvicinamento per offrire a tutti le migliori opportunità di preparazione, così da recuperare il tempo perduto. Per le donne si svolgeranno tre tornei WTA 500, compresi i due inizialmente in programma da domenica prossima a sabato 6 febbraio, con un numero di partecipanti leggermente ridotto. Un terzo torneo, destinato a coloro che non hanno potuto allenarsi, inizierà mercoledì 3 e si concluderà domenica 7 febbraio. Per gli uomini, i due tornei ATP 250 e l’ATP Cup, saranno rinviati di un giorno. I due eventi ATP 250 inizieranno lunedì 1 febbraio, con un aumento di 56 posti per il tabellone principale del singolare, mentre l’ATP Cup inizierà martedì 2 febbraio. Andy Murray è stato il primo a gettare la spugna. Il campione britannico aveva programmato di volare a Melbourne la scorsa settimana, ma non ha potuto viaggiare su un charter dopo essere stato scoperto con il Covid. Il tennista era asintomatico e ora è fuori dall’isolamento, ma trovare un modo per recarsi in Australia e poi entrare in quarantena prima dell’inizio del torneo l’8 febbraio si è rivelato troppo difficile. Murray, cinque volte in finale agli Australian Open senza però mai vincere, proprio a Melbourne annunciò due anni fa che si ritirava a causa di un insopportabile dolore all’anca. Ma poi si è fatto operare e ha ripreso a giocare. Per la mancata partecipazione Murray si è detto "devastato". "Abbiamo discusso costantemente con la federazione australiana per cercare una soluzione che consentisse una qualche forma di quarantena, ma non siamo riusciti a trovarla": ha postato sui social il tennista.