di Leo Turrini Una... Verstappen al femminile per il futuro della Rossa. Infatti è olandese come il Max della Red Bull la prima donna ad essere ammessa alla scuola Ferrari di pilotaggio, la stessa Accademia dalla quale sono usciti Carletto Leclerc e Mick Schumacher. Maya Weug ha sedici anni. Ha vinto il concorso internazionale promosso dalla azienda di Maranello insieme alla Fia. Le selezioni si sono svolte in 145 paesi. Alla finale erano pervenute altre tre ragazze: la francese...

di Leo Turrini

Una... Verstappen al femminile per il futuro della Rossa. Infatti è olandese come il Max della Red Bull la prima donna ad essere ammessa alla scuola Ferrari di pilotaggio, la stessa Accademia dalla quale sono usciti Carletto Leclerc e Mick Schumacher.

Maya Weug ha sedici anni. Ha vinto il concorso internazionale promosso dalla azienda di Maranello insieme alla Fia. Le selezioni si sono svolte in 145 paesi. Alla finale erano pervenute altre tre ragazze: la francese Doriane Pin e le brasiliane Julia Ayoub e Antonella Bassani.

La scelta è caduta sulla “tulipana” al termine di una serie di test svolti a Fiorano, in pista e fuori.

Ora Maya lavorerà e si allenerà con i...compagni di classe di sesso maschile. Sarà seguita dai tecnici del Cavallino e parteciperà ad alcune gare con le monoposto di F4.

La storia. In oltre settant’anni di Formula Uno solo due donne hanno disputato Gran Premi. Curiosamente, sono entrambe italiane. La napoletana Maria Teresa De Filippis gareggiò all’epoca di Juan Manuel Fangio, sul finire degli anni Cinquanta. Invece la piemontese Lella Lombardi andò a punti in piena era Lauda, classificandosi sesta in un Gran Premio di Spagna del 1975.

La pilotessa più famosa di monoposto ha corso invece in America in questo secolo, nella Formula Indy. Danica Patrick ha anche vinto una prova del campionato a stelle e strisce.

In kart. Un domani forse toccherà a Maya. Che, come il connazionale Verstappen, ha debuttato con i kart in tenerissima età. Aveva sette anni e già sfidava i maschietti in pista. I suoi sogni si sono sempre più allargati, fino a questa chiamata da parte della Ferrari.

Le parole. "Sono fuori di me dalla gioia – ha raccontato la Weug –. Ho fatto bene a dare ascolto ai miei desideri. Non vedo l’ora di cominciare la preparazione con i ragazzi della Accademia. E spero arrivi presto il giorno della prima gara a bordo di una monoposto!".

A scanso di equivoci, l’olandesina volante ha comunque precisato di non fare il tifo per Max Verstappen. "Il mio punto di riferimento-ha spiegato-è Charles Leclerc".

Meno male.

La svolta. Mattia Binotto, il capo del reparto corse, ha voluto sottolineare il valore simbolico della operazione: "Come Scuderia condividiamo il desiderio di rendere il Motor sport sempre più inclusivo – ha spiegato – Introdurre una ragazza nella nostra Accademia è un passaggio fondamentale, ne siamo orgogliosi".

Altro da aggiungere? Sì: se son Rosse (per Maya) fioriranno.