Dopo due ore e 42 minuti di battaglia sulla terra rossa della Caja Magica di Madrid si è infranto il sogno di Matteo Berrettini di vincere il suo primo torneo Masters 1000 in carriera. L’ha spuntata l’altro gigante, il tedesco Alexander Zverev, già trionfatore nel 2018 nella capitale spagnola. Il punteggio di 6-7 (8) 6-4 6-3 a favore del numero 6 del mondo la dice lunga dell’equilibrio su cui è vissuto a lungo il match. E se rimangono rimpianti, c’è anche la certezza per Matteo...

Dopo due ore e 42 minuti di battaglia sulla terra rossa della Caja Magica di Madrid si è infranto il sogno di Matteo Berrettini di vincere il suo primo torneo Masters 1000 in carriera.

L’ha spuntata l’altro gigante, il tedesco Alexander Zverev, già trionfatore nel 2018 nella capitale spagnola. Il punteggio di 6-7 (8) 6-4 6-3 a favore del numero 6 del mondo la dice lunga dell’equilibrio su cui è vissuto a lungo il match. E se rimangono rimpianti, c’è anche la certezza per Matteo di poter uscire a testa alta da una finale prestigiosissima. E di essere tornato a competere con i migliori del mondo dopo un infortunio che a inizio anno ne aveva minato le sicurezze.

"Vincerai tante altre finali, ma non questa", ha detto "Sascha" Zverev al romano dopo la partita. E Matteo potrà in parte consolarsi sapendo di essere salito, da oggi, alla posizione numero 9 Atp. Il numero uno azzurro era il secondo italiano a spingersi così avanti in questa categoria di tornei, appena sotto i quattro dello Slam, dopo il trionfo di Fabio Fognini nella domenica di Pasqua del 2019 a Montecarlo. Per Matteo questa era la sesta finale della carriera in tornei del circuito internazionale, dopo cinque in tornei 250. Il romano ha trionfato quattro volte: nel 2018 a Gstaad, nel 2019 a Budapest e Stoccarda e quest’anno a Belgrado. L’unica sconfitta in finale per il capitolino, oltre a quella di ieri, era stata nell’atto conclusivo di Monaco di Baviera, datato 2019

Berrettini non ha davvero molto da rimproverarsi, se non il calo di tensione morale subito nel terzo set, quando ha dato l’impressione di crederci sempre meno. Ed è emersa ieri la maggiore esperienza ad altissimo livello del tedesco, giunto al quindicesimo titolo in una carriera che l’ha visto anche salire al numero tre Atp tre anni e mezzo fa.

Poco male, davvero, per Matteo, che comunque incassa un assegno da 189mila euro. Ma che soprattutto avrà già da domani la chance di dare l’assalto a un altro Masters 1000, nella sua Roma.

Di fronte avrà subito il georgiano Basilashvili, non uno qualsiasi: numero 31 Atp, ha appena vinto il torneo di Monaco e con Matteo è 2-2 nelle sfide precedenti. Ma con questa forza ritrovata, l’azzurro sa di non doversi porre dei limiti. Più avanti, nel tabellone, ci sarebbero Tsitsipas e Djokovic. Il re di Roma pronto a riconfermarsi è poi Nadal, con nove titoli. Ma l’altro giorno ha perso con Zverev non riuscendo a vincere un set.

Paolo Grilli