di Paolo Grilli Un mercoledì da leoni. Lo brama, con tutto l’entusiasmo del caso, Matteo Berrettini, il nostro bombardiere sull’erba di Wimbledon. I numeri sono con lui, il clima del nuovo che avanza a grandi passi anche nell’immobile leggenda del torneo inglese è pure favorevole all’impresa. Il 25enne romano sfida nei quarti Felix Auger-Aliassime, di quattro anni più giovane, talento canadese non ancora del tutto sbocciato soprattutto per colpa degli infortuni. E Matteo, suo grande amico (per via delle rispettive fidanzate, cugine),...

di Paolo Grilli

Un mercoledì da leoni. Lo brama, con tutto l’entusiasmo del caso, Matteo Berrettini, il nostro bombardiere sull’erba di Wimbledon. I numeri sono con lui, il clima del nuovo che avanza a grandi passi anche nell’immobile leggenda del torneo inglese è pure favorevole all’impresa.

Il 25enne romano sfida nei quarti Felix Auger-Aliassime, di quattro anni più giovane, talento canadese non ancora del tutto sbocciato soprattutto per colpa degli infortuni. E Matteo, suo grande amico (per via delle rispettive fidanzate, cugine), proverà a ribatterlo, dopo averlo sconfitto nell’unico precedente tra i due, in finale a Stoccarda, sempre sull’erba, nel 2019. Certo non sarà facile, visto che il potente canadese ha battuto in 5 set uno come Zverev, ma il numero uno azzurro può vantare un servizio che pare il miglior lasciapassare per qualsiasi impresa. Ha raccolto il maggior numero di ace a Wimbledon quest’anno, la velocità media della sua prima è la più alta di tutte.

Ma Matteo non è solo un trampoliere forte in battuta: è molto di più, col suo gioco a rete, le smorzate, le soluzioni che si è costruito nel tempo con intelligenza e personalità.

Agli Us Open, il capitolino era arrivato in semifinale due anni fa, perdendo da Nadal che poi vinse il torneo. Raggiungesse lo stesso risultato a Wimbledon, eguagliarebbe il risultato del miglior azzurro della storia sull’erba più nobile, Nicola Pietrangeli, semifinalista nel 1960. Ma perché non sognare anche oltre? Sarebbe il vincitore della sfida tra Hurkacz e Federer il suo prossimo avversario, con il polacco n.18 Atp che in 5 set ha avuto la meglio a sorpresa sul secondo al mondo, il russo Daniil Medvedev, e il fuoriclasse svizzero che pur essendosi in parte ritrovato non pare all’altezza del mito che ha costruito qui all’All England Club.

Gli ultimi due quarti Khacanov-Shapovalov e Djokovic-Fucsovic. Forse solo ‘Nole’ è parso davvero superiore in questo torneo, dopo il debutto che l’aveva visto lasciare un set a Draper.

Intanto è finita l’avventura della fidanzata di Berrettini, l’australiana Ajla Tomljanovic, che, nei quarti di finale, si è arresa in due set alla connazionale, numero uno del mondo, Ashleigh Barty. Per la tennista, d’origine croata, è comunque il miglior risultato in carriera e adesso potrà dedicarsi a tempo pieno a fare il tifo per il suo fidanzato.

Ora la Barty dovrà vedersela con la tedesca Angelique Kerber (vincitrice sull’erba londinese nel 2018) che ha piegato le resistenze della ceca Karolina Muchova 6-2, 6-3. La semifinale della parte bassa del tabellone vedrà invece opposte la ceca Karolina Pliskova, 6-2, 6-2 alla svizzera Viktorija Golubic, e la bielorussa Aryna Sabalenka n.2 del seeding che ha regolato 6-4, 6-3 la tunisina Ons Jabeur.