dall’inviato Riccardo Galli L’ultimo giro è un brivido. Un mix di sensazioni che travolgono Valentino come gli abbracci degli amici, del fratello Luca, di chi, insomma, quando Rossi stava consegnando alla storia la sua ultima gara in Italia, l’aveva raggiunto lì, in pista. Brividi e groppo alla gola: e così anche lui il campione di sempre e per sempre, quando si toglie il casco, saluta e agita la mano rivolgendosi alla sua marea gialla, deve asciugarsi la fronte, ma subito dopo gli occhi. E’ commosso, Vale. Commosso e segnato da quell’abbraccio enorme e infinito che gli fa passare davanti 26 anni di trionfi. Il suo ultimo giro, a Misano, è un...

dall’inviato Riccardo Galli

L’ultimo giro è un brivido. Un mix di sensazioni che travolgono Valentino come gli abbracci degli amici, del fratello Luca, di chi, insomma, quando Rossi stava consegnando alla storia la sua ultima gara in Italia, l’aveva raggiunto lì, in pista. Brividi e groppo alla gola: e così anche lui il campione di sempre e per sempre, quando si toglie il casco, saluta e agita la mano rivolgendosi alla sua marea gialla, deve asciugarsi la fronte, ma subito dopo gli occhi. E’ commosso, Vale. Commosso e segnato da quell’abbraccio enorme e infinito che gli fa passare davanti 26 anni di trionfi.

Il suo ultimo giro, a Misano, è un giro d’onore e un vortice di sensazioni indescrivibili. Tutti in piedi, tutti con il cappellino in mano, con la bandiera da far sventolare, tutti a gridare il suo nome (sì, anche per disturbare Marquez quando si prende la coppa della giornata). "Se ho davvero pianto? Semmai l’avevo fatto perché ero partito ultimo _ scherza e si diverte _. Non sono uno che piange, anche se quello che è successo dopo la gara per me è stato bellissimo… emozionante certo. E le maglie con scritto ‘Grazie Vale’ dicono tutto".

Come la storia del casco, di quel casco speciale dedicato alla marea gialla: Valentino lo lancia a loro, alla sua gente. Il casco giallo, appunto quello di Misano2, 2021 non poteva tornare a casa con lui. No, perché quel casco era loro, di tutti coloro che hanno amato e seguito Rossi sempre, comunque e ovunque. Vale rientra ai box ed è qui che ritrova la sua famiglia. Altri brividi. Prima però c’è un abbraccio consolatorio a Bagnaia, sfortunato protagonista della gara di ieri, ma suo primo… figlio nel progetto Academy e un attimo dopo ecco i genitori, lì, ai box, dove papà Graziano e mamma Stefania, insieme alla compagna, Francesca Sofia si coccolano Vale.

"Quasi quasi non vado alle prossime due gare", accende un altro sorriso mentre il pubblico di Misano grida forte il suo nome e lo applaude. C’è il ministro degli Esteri, Di Maio, in pista a consegnargli il premio per la fine di una carriera strepitosa, un vaso di cristallo di Murano con nove rostri di smalto d’oro che ricordano i nove Mondiali di Vale. Poi dieci minuti di botti. Di colore giallo.

"E’ stato tutto bellissimo, stupendo, sono felice, felicissimo per tutto quello che è stato fatto per me. Ringrazio gli amici, i miei genitori, Uccio… i ragazzi del fans club… ".

C’è il sole, ancora tanto sole. E dopo due giorni di pioggia, il cielo di Misano aveva deciso che la festa di Vale non poteva essere in grigio. Proprio no. Migliaia di cappellini, bandiere e magliette con quel numero 46 che significa tutto. E poi in pista, quando i ragazzi di Vale, i suoi ragazzi, quelli dell’Academy, che lo hanno come maestro oltre che amico e compagno di mille avventure, hanno dipinto e corso con una moto tutta gialla. Gialla, nera e la scritta che poi è stata il marchio di Misano 2: “Grazie Vale”. Moto gialla per Bezzecchi, Vietti e, inevitabilmente anche per Luca Marini, il fratello, che sabato aveva voluto confezionare a Valentino il suo regalo più bello, prendendosi un posto in prima fila. "E comunque mi sono emozionato molto anche con le Frecce Tricolori, sono uno spettacolo". Sì, proprio un spettacolo come la storia, tutta la storia che ha scritto Rossi.