di Mattia Todisco La linea societaria in casa Inter è chiara. Smentite a raffica riguardo alle voci di cessione delle quote di maggioranza e conferma di un mercato in cui più dei soldi, che non ci sono, dovranno fare la differenza idee e occasioni. Il pre-partita della gara con il Crotone serve a Beppe Marotta per confermare quel che già era emerso (ufficialmente) dalla nota del club nerazzurro di due giorni fa. "C’è stato un comunicato del presidente molto esplicito in cui è stata smentita ogni ipotesi di cessione del pacchetto di maggioranza – dice l’amministratore delegato di Sky -. La...

di Mattia Todisco

La linea societaria in casa Inter è chiara. Smentite a raffica riguardo alle voci di cessione delle quote di maggioranza e conferma di un mercato in cui più dei soldi, che non ci sono, dovranno fare la differenza idee e occasioni. Il pre-partita della gara con il Crotone serve a Beppe Marotta per confermare quel che già era emerso (ufficialmente) dalla nota del club nerazzurro di due giorni fa.

"C’è stato un comunicato del presidente molto esplicito in cui è stata smentita ogni ipotesi di cessione del pacchetto di maggioranza – dice l’amministratore delegato di Sky -. La situazione è molto chiara. Siamo in un momento di grande contrazione, tutti i club devono dare importanza alla continuità gestionale". Un presente che sembra molto simile, per avvenimenti e reazioni pubbliche, a quanto avvenuto circa cinque anni fa quando il pacchetto di maggioranza era in mano a Erick Thohir e anche allora si andò alla ricerca di nuovi fondi. Quel che doveva essere un inserimento da socio di minoranza divenne una rivoluzione ben più consistente, di cui si ebbe coscienza soltanto nel giorno stesso degli annunci, il 6 giugno2016, insieme a Suning. Non è da escludere che possa accadere la stessa cosa, considerando le difficoltà dovute alle limitazioni imposte dal governo cinese, il cui intento di prendersi il Mondiale 2030 attraverso un’esplosione nel mondo del calcio sembra lontano secoli. Zhang Jindong è notoriamente un uomo di riferimento tra i vertici politici cinesi e con lo scoppio della pandemia è divenuto molto più complicato riempire le casse con i partner asiatici. Uno di questi, nelle idee della proprietà, avrebbe dovuto prendere il posto di Pirelli come main sponsor, ma ancora non ci sono novità di rilievo in questo senso.

II Marotta pensiero conferma, cessione o meno, le difficoltà a dare seguito agli investimenti degli anni passati anche in chiave mercato. "La prima situazione che va rivista è quella dei costi e la grande voce è quella del costo del lavoro, passato a quasi il 75% del fatturato. Bisogna calmierarli e poi continuare nella programmazione – dice -. In questo momento dell’anno tutte le società stanno vivendo certe dinamiche. Tra poco si aprirà il mercato e abbiamo l’obbligo di garantire l’equilibrio economico. Tutti i club sono in queste condizioni, nessuno farà operazioni rilevanti. Si va avanti con grande senso di appartenenza da parte di tutti".

Due le situazioni da tenere d’occhio in uscita, quella di Andrea Pinamonti (richiesto tra le altre proprio dal Crotone) ma soprattutto di Christian Eriksen. Ha un ingaggio alto, il più alto di tutti ad Appiano assieme a Lukaku (7,5 milioni annui più bonus) e anche ieri ha visto tutta la partita dalla panchina. Servirebbe una squadra che crede nelle capacità del danese, finora non si è fatto vedere nessuno con una reale volontà di investire. Se non parte nessuno, non arriva nessuno. Nemmeno Gomez, per il quale l’Atalanta vuole una decina di milioni di euro nonostante la frattura ormai insanabile e quasi 33 anni sulla carta d’identità.