di Marco Galvani Il marziano che s’è scoperto umano. Vulnerabile. Qualcuno, la scorsa stagione, s’era spinto persino a pensare che Marc Marquez fosse stato anche troppo incosciente a rientrare in pista nonostante l’infortunio al Gp di Jerez de la Frontera. La frattura all’omero del braccio destro, l’operazione, il tentativo di recupero per non buttar via un campionato ‘concentrato’ causa Covid, il ritorno in sella a 48 ore dall’intervento chirurgico nelle libere del Gp-bis a Jerez e l’immediato impatto con la realtà: la pazza idea di non mollare l’aveva fatto...

di Marco Galvani

Il marziano che s’è scoperto umano. Vulnerabile. Qualcuno, la scorsa stagione, s’era spinto persino a pensare che Marc Marquez fosse stato anche troppo incosciente a rientrare in pista nonostante l’infortunio al Gp di Jerez de la Frontera. La frattura all’omero del braccio destro, l’operazione, il tentativo di recupero per non buttar via un campionato ‘concentrato’ causa Covid, il ritorno in sella a 48 ore dall’intervento chirurgico nelle libere del Gp-bis a Jerez e l’immediato impatto con la realtà: la pazza idea di non mollare l’aveva fatto ripiombare al punto di partenza. Compromesso l’esito dell’operazione. E addio gare per il 2020. Una sofferenza per ‘l’asso pigliatutto’. Niente moto, altri due interventi per correggere definitivamente "l’errore di aver affrettato i tempi", la fisioterapia e gli allenamenti per rimettersi in forma almeno per il 2021.

Il test sulle minimoto è stata quasi una passeggiata. In sella alla sua Honda MotoGp è stato certamente più faticoso. E una cosa è certa: "Tornerò in pista solo quando lo diranno i medici e quando le mie condizioni saranno accettabili. Al momento, il braccio è al 20%, ma il nervo radiale non è mai stato intaccato. Ci vorrà un po’ per vedere il solito Marquez". E quel tempo è più lungo del previsto. Niente Qatar. Il Mondiale parte senza di lui. I medici, questa volta, sono stati più cauti rispetto all’estate scorsa. Se solo gli avessero detto che c’erano dei rischi di rompere di nuovo l’omero "non sarei mai salito su una moto a 300 chilometri orari. Sono coraggioso, ma non pazzo".

E invece l’avevano tranquillizzato. Il resto è storia. Un’assenza che s’è fatta sentire l’anno scorso. Lasciando pista libera agli altri piloti in griglia. Quest’anno c’è grande attesa del suo rientro. Ma dopo l’ultimo check i medici hanno avvisato Marc che la cosa più prudente è di saltare il Gp del Qatar e proseguire con il piano di recupero seguito nelle ultime settimane. Il 12 aprile si sottoporrà a un altro giro di esami prima di sciogliere ogni nodo sul suo rientro. Lo aspettano tutti. Perché è inutile negarlo: resta comunque lui il campione di riferimento, senza che il numero uno in carica Joan Mir se ne voglia. "Non ho paura di non essere più lo stesso Marquez – confessa – e se non potrò tornare a esserlo, non lo farò. Dovrò farlo solo quando il mio corpo e la mia mente saranno pronti a correre gli stessi rischi di prima". Ha lavorato sodo negli ultimi mesi di astinenza dalla moto. Mesi difficili, in cui ti assale anche l’ansia perché non facevo nulla e perdevo peso", i ricordi di Marc.

Ora, però, la prospettiva è cambiata. Le sue condizioni sono migliorate: "Mi sento più forte, il braccio mi restituisce sensazioni positive. E sono tornate le farfalle nello stomaco". La concorrenza è avvisata. Il ‘vecchio’ Marquez sta tornando. Settimana più, settimana meno.