Giacomo Raspadori, 21 anni, consola Jorginho (29) dopo l’errore dal dischetto
Giacomo Raspadori, 21 anni, consola Jorginho (29) dopo l’errore dal dischetto
di Paolo Grilli Dopo la delusione dell’Olimpico resta un profluvio di buoni propositi per Belfast, dove l’Italia dovrà brillare molto più di ieri per strappare il pass mondiale. Bonucci li riassume: "Con l’Irlanda del Nord (ieri vittoriosa per 1-0 sulla Lituania, ndr) faremo la partita che avremmo fatto anche vincendo con la Svizzera. È la nostra mentalità, giocare per vincere e andare al mondiale". Tutto incontestabile, salvo il non considerare l’ansia che ora intacca un gruppo che aveva fatto...

di Paolo Grilli

Dopo la delusione dell’Olimpico resta un profluvio di buoni propositi per Belfast, dove l’Italia dovrà brillare molto più di ieri per strappare il pass mondiale. Bonucci li riassume: "Con l’Irlanda del Nord (ieri vittoriosa per 1-0 sulla Lituania, ndr) faremo la partita che avremmo fatto anche vincendo con la Svizzera. È la nostra mentalità, giocare per vincere e andare al mondiale". Tutto incontestabile, salvo il non considerare l’ansia che ora intacca un gruppo che aveva fatto della leggerezza la propria forza. E l’obbligo di vittoria – per giunta larga – non può che indirizzare i ricordi alla sfida con la Svezia nel 2017, quella che dovevamo e potevamo vincere e che ci spedì invece nell’incubo.

"Jorginho è uno dei rigoristi. Se se la sentiva di tirare, è giusto che abbia calciato. Il primo tempo è stato un po’ sofferto e abbiamo fatto un po’ di fatica. Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, è mancato il gol del 2-1 ma nel secondo tempo li abbiamo tenuti lì". Roberto Mancini fatica a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. E’ chiaro che questa Nazionale, anche per gli infortuni che però riguardavano pesantemente anche i nostri avversari, ha perso quel tocco magico che spianava ogni ostacolo. "Partiamo con un vantaggio che non è poco – sottolinea il ct –. Se noi facciamo una bella partita e facciamo i gol che non abbiamo fatto con la Svizzera...". Contro gli elvetici è servito Di Lorenzo. E’ bello pensare che la magia azzurra degli antieroi prosegua nello spirito che fu soprattutto di Paolo Rossi. Atleta e persona normale che si issò in cima al mondo con la forza del cuore. Campioni non di diritto, ma per carattere. Prendiamo il difensore a segno ieri. Chi poteva pensare a un suo gol fino al 36’? Eppure Giovanni è stato uno degli artefici del trionfo europeo, titolarissimo dopo l’acciacco di Florenzi. La sua è la qualità silenziosa che ha fatto le fortune di questa Nazionale. I lustrini e i proclami restano agli altri. Anche nel Napoli, il laterale si è guadagnato solo col tempo il posto fisso negli 11 negli ultimi due anni (e quattro anni fa giocava nel Matera, poi l’Empoli) E la squadra di Spalletti vola, con un avvio di campionato da record. Tutti aspettavano Belotti. E invece alle sue spalle è sbucato Di Lorenzo a insaccare, incurante anche di un colpo (involontario) inferto da Sommer in uscita. La determinazione che può tutto, ancora una volta. L’Italia dei trionfi non sarebbe nulla senza queste stelle comparse all’improvviso e provvidenziali. E a Belfast ne avremo ancora bisogno.