di Paolo Franci Quando Roberto Mancini fa una piccola pausa e dice "Stavolta ho pochi dubbi di formazione" dice il vero. Il controsorpasso di Chiesa a Berardi, dopo la grigia notte austriaca di Mimmo e l’acceccante scintilla di Fede, c’è stato. Stavolta il Mancio ha meno motivi per cui rotolarsi insonne nel letto. Però è vero che c’è ancora l’allenamento del mattino tra la formazione che ha in testa e il Belgio. L’altra novità dovrebbe essere in un rientro che cambia decisamente peso e misure del...

di Paolo Franci

Quando Roberto Mancini fa una piccola pausa e dice "Stavolta ho pochi dubbi di formazione" dice il vero. Il controsorpasso di Chiesa a Berardi, dopo la grigia notte austriaca di Mimmo e l’acceccante scintilla di Fede, c’è stato. Stavolta il Mancio ha meno motivi per cui rotolarsi insonne nel letto. Però è vero che c’è ancora l’allenamento del mattino tra la formazione che ha in testa e il Belgio.

L’altra novità dovrebbe essere in un rientro che cambia decisamente peso e misure del Mondiale dei pesi massimi: e cioè Big Rom Lukaku vs Giorgio ’the beast’ Chiellini, con quel diavolo di Leo Bonucci a salire sul ring per il duello più bello e atteso del match. Perchè poi, i numeri dicono che è lì che siamo massicci e calcisticamente incarogniti. Donnarumma ha fatto sole 4 parate fin qui (Courtois 12) – anche se poi entrambe hanno subito un solo gol fin qui - e le abbiamo vinte tutte come il Belgio, uniche due squadrea riuscirvi. Se poi andiamo a guardare i tiri in porta, noi siamo una mitraglia: 87 volte contro le 38 dei belgi, anche se loro sono molto più ’sniper’, cecchini: 8 gol contro i 9 degli azzurri. E qui il Mancio fa bene a dire: "Sofferto con l’Austria? Abbiamo fatto 26 tiri in porta e io ci metterei la firma a soffrire così...".

Insomma, dai, è scontro tra due meraviglie del pallone dal punto di visto del talento, tecnico e della ricerca del dominio. E qui c’è tutto il senso di Italia-Belgio perchè per la prima volta dopo un bel po’ e con il risultato pesantissimo in palio (un inedito) incontriamo una squadra che da questo punto di vista - della ’double T’, talento & tecnica - può guardarci negli occhi e, anzi, alzare anche il sopracciglio. Perlomento sul piano dell’esperienza. Perchè i giocatori, 8 su 11, sono quelli che incontrammo cinque anni fa e soprattutto, ricorda il ct: "Loro sono primi nel ranking da tre anni" e non succede per caso. Motivo in più per essere esaltati nella sfida.

I nostri stasera si inginocchieranno perchè il Belgio lo farà. La linea è quella del rispetto per le scelte dell’avversario e va bene farlo prima, ma non durante, chiaro. E le altre scelte? Mancini ci ha pensato anche stamane, prima della sfida, ma l’idea è quella di affidarsi ai titolari della prima ora più Chiesa, sapendo che può contare su cinque cambi (sei con i supplementari) con i quali cambiare la gara come con l’Austria. C’è altro dubbio, poi, che assilla, ma è dei dirimpettai: De Bruyne e Hazard convocati per pretattica o perchè giocheranno? Lo scopriremo solo vivendo la partita più bella.