di Paolo Franci Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, questo tris azzurro ha dato l’idea, precisa, di quel che attende non solo la nosta squadra, ma anche tutte le nazionali che incroceremo all’Europeo. Per dire: tra la partita d’esordio con l’Irlanda del Nord e quella di questa sera con la Lituania - da vincere, of course - cambia il 65% degli interpreti. Molti dei quali, per scelta obbligata, tra infortuni, affaticamento e serio rischio di infortunio. E così, sono tornati a casa Verratti, Chiellini, Florenzi e Berardi...

di Paolo Franci

Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, questo tris azzurro ha dato l’idea, precisa, di quel che attende non solo la nosta squadra, ma anche tutte le nazionali che incroceremo all’Europeo. Per dire: tra la partita d’esordio con l’Irlanda del Nord e quella di questa sera con la Lituania - da vincere, of course - cambia il 65% degli interpreti. Molti dei quali, per scelta obbligata, tra infortuni, affaticamento e serio rischio di infortunio.

E così, sono tornati a casa Verratti, Chiellini, Florenzi e Berardi rispetto a quella partita, così come Grifo - per le norme antiCovid previste in Germania per chi proviene dalla Lituania - che stasera avrebbe giocato. A tutto questo si aggiungonoi calciatori che "non possono giocarne tre di fila, come ha sottolineato Mancini alla vigilia del l’Irlanda del Nord. E allora, se Barella ha già giocato 120 minuti ed è apparso affaticato, è meglio preservarlo ? Forse sì. Stesso identico discorso per Bonucci, che ha già giocato due gare intere, con Toloi ’sospettato’ di una maglia da titolare. E c’ è Insigne che ha tirato la carretta correndo come una lepre sia contro gli irlandesi che in Bulgaria. Poi, ci sono quelli che arrivano da infortuni - come Sensi, in ballottaggio con Pessina questa sera, che non giocava dai primi di febbraio (una ventina di minuti contro la Juve in coppa) - e quelli che hanno sconfitto il Covid da poco come il Gallo Belotti. Questo per dire che l’Europeo sarà una competizione, davvero per 23 giocatori utili alla causa. Altro che titolari e riserve. Dopo una stagione e mezza massacrante, arriverà in fondo solo chi avrà la struttura di squadra costruita (anche) sui ricambi e non necessariamente chi ha un undici fortissimo. Un vantaggio per noi? Forse sì, perchè quest’Italia non ha riserve o ricambi, ma diversamente titolari. Pensiamo a Pellegrini, Locatelli e Sensi rispetto ai titolari Jorginho, Barella e Verratti. Per non parlare di Chiesa e Berardi o di Insigne e Bernardeschi, fino ad arrivare alla poltrona per due per Ciro e il Gallo. O ai terzini: tra Emerson e lo Spinazzola di quest’anno chi è il titolare? Forse solo Florenzi e gli Immortali - Bonucci e Chiellini - non hanno alternative di pari livello, soprattutto sul piano dell’esperienza per la quale sono inarrivabili. Questo non vuol dire che Acerbi e Bastoni (aspettando Romagnoli o no?) non siano affidabili. Vincere a Vilnius significherebbe infilare il 25° risultato utile consecutivo, come il ct mondiale Marcello Lippi. "È un motivo di orgoglio essere vicino a lui e alle 30 di Pozzo - le parole di Mancini - E segno che stiamo facendo bene e che dobbiamo fare ancora meglio".