di Paolo Franci Era nell’aria, è successo. Il comitato esecutivo dell’Uefa ha ufficializzato l’abolizione della regola del gol che vale il doppio in trasferta - naturalmente a parità di risultati - per le coppe europee, a partire dalla prossima stagione 2021-22. Dunque, dal prossimo luglio andrà in pensione la regola spesso decisiva nelle doppie sfide europee, in vigore sin dal lontano 1965 e ritenuta ormai anacronistica in considerazione del radicale cambiamento del fattore campo nei pesi e negli equilibri del calcio moderno. Dalla prossima stagione in caso di pareggio nei due risultati le due squadre giocheranno due tempi supplementari da 15 minuti. Poi, nel caso, spazio ai calci di rigore. ##### Finalmente. Al coro di proteste e sollecitazioni con le quali si sottolineava come la regola del gol in trasferta fosse ormai obsoleta e squilibrata - a maggior ragione all’ombra del Covid con il fattore campo azzerato dall’assenza di pubblico...

di Paolo Franci

Era nell’aria, è successo. Il comitato esecutivo dell’Uefa ha ufficializzato l’abolizione della regola del gol che vale il doppio in trasferta - naturalmente a parità di risultati - per le coppe europee, a partire dalla prossima stagione 2021-22. Dunque, dal prossimo luglio andrà in pensione la regola spesso decisiva nelle doppie sfide europee, in vigore sin dal lontano 1965 e ritenuta ormai anacronistica in considerazione del radicale cambiamento del fattore campo nei pesi e negli equilibri del calcio moderno. Dalla prossima stagione in caso di pareggio nei due risultati le due squadre giocheranno due tempi supplementari da 15 minuti. Poi, nel caso, spazio ai calci di rigore.

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Finalmente. Al coro di proteste e sollecitazioni con le quali si sottolineava come la regola del gol in trasferta fosse ormai obsoleta e squilibrata - a maggior ragione all’ombra del Covid con il fattore campo azzerato dall’assenza di pubblico - l’Uefa ha risposto cancellando la norma datata quanto vecchio mangianastri. E lo ha fatto, ha sottolineato il numero uno dell’Uefa Aleksander Ceferin, perchè ormai aveva perso il suo senso originale,finendo per rappresentare una zavorra: "L’impatto della regola adesso va contro il suo scopo originale,e dissuade le squadre di casa, soprattutto nei primi tempi, dall’attaccare, perche’ temono di subire un gol che darebbe agli avversari un vantaggio fondamentale in vista del ritorno. Inoltre, e’ stata segnalata l’ingiustizia, soprattutto nei tempi supplementari, di obbligare la squadra di casa a segnare due gol se la squadra in trasferta ne ha segnato uno".

Certo, se ci fosse una macchina del tempo con la quale intraprendere un viaggio tra le grandi imprese del passato remoto e recente, quante bacheche perderebbero coppe e trofei e quante sarebbero più ’gonfie’ senza quel golletto in trasferta.

Uno dei precedenti più clamoroso e ’vicini’, riguarda la Roma in Champions nel 2018, quando prende quattro pere a Barcellona – ma avrebbe meritato ben altro, se non ci fosse stato un arbitro scandaloso - e segna un golletto con Dzeko che pare più che inutile. E invece. La Roma gioca una delle partite più belle della sua storia all’Olimpico e col trittico di gol Dzeko, De Rossi, Manolas elimina il Barcellona e vola in semifinale. Senza il golletto in trasferta al Camp Nou, non sarebbe mai successo.

Nel 2012, l’Inter protagonista del Triplete nel 2010, affronta il Marsiglia negli ottavi di Champions. L’andata finisce 1-0 per i francesi con gol di Ayew nel recupero. Il ritorno è una beffa tremenda: Milito segna e ancora nel recupero eccolo il gol in trasferta che pesa: Brandao al 92’. Pazzini segna il gol della vittoria ma saranno i francesi a passare.

Tre anni prima, nel 2009, va in scena lo scandalo dello Stamford Bridge in semifinale. Eh sì, la prima Champions vinta dal debuttante Pep Guardiola è figlia di questo vero e proprio scandalo arbitrale. La partita è cattivissima e paga Abidal con un rosso sventolato dal pessimo Ovrebo. Barça in dieci ma da lì arbitraggio in discesa blalugrana. Il pessimo fischietto norvegese nega quattro rigori netti al Chelsea che però va in vantaggio con Essien al 9’. I Blues dominano, sprecano, ma nel recupero arriva la prodezza di Iniesta. Drogba inferocito e ripreso dalle telecamere perderà la testa con Ovebro. Il resto è storia ma senza quel gol in trasferta il Barça mai avrebbe vinto quella Champions. C’è anche quel Valencia-Inter della rissa in diretta in tutto il mondo - siamo nel 2007 - tra le sliding doors del gol in trasferta. A San Siro finisce 2-2. Il ritorno è una corrida vera e propri che si chiude sullo 0-0. Passa il Valencia ma al fischio finale sarà rissa a tutto campo.

Un gol segnato in ’trasferta’ - ma sempre del Meazza si trattava... - decide il derby di Champions in semifinale nel 2003. All’andata ’in casa’ del Milan finisce zero a zero e sembra una roba vantaggiosa per l’Inter. Nel match di ritorno ’in casa’ dell’Inter però, segna Sheva, il MIlan controlla la partita e il gol di Oba-Oba Martins a 6’ dal termine è solo un’illusione per l’Inter. Passerà il Milan con due pareggi che poi andrà a vincere la Champions contro la Juve a Manchester ai calci di rigore.

Succede anche di perdere una coppa per il gol subito in casa. E’ successo al Torino nel 1992, quando c’era la Coppa Uefa e l’assurdo della finale andata e ritorno (abolita nel ’97). Al Delle Alpi finisce 2-2 contro l’Ajax e quei due gol incassati in casa trasformeranno lo 0-0 del ritorno in una beffa, con il Toro che centrerà pali e traverse. In quella partita, Emiliano Mondonico alzò la sedia al cielo - immagine divenuta iconica - per protestare contro un arbitraggio perlomeno casalingo e un rigore pazzesco negato a Cravero che ancor oggi urla vendetta.