di Mattia Todisco Dopo aver vissuto gli Juventus-Inter di "calciopoliana" memoria, la rivalità odierna sembra una passeggiata. Eppure Massimo Moratti vede nello scontro Agnelli-Conte, materializzatosi tra insulti e gestacci nell’ultimo scontro in Coppa Italia, qualcosa che a lui non è mai accaduto. "È una vecchia ruggine che è saltata fuori. Non è stata apprezzabile, ma può capitare. Senza pubblico, poi, la cosa si nota ancora di più. Personalmente, non ho mai...

di Mattia Todisco

Dopo aver vissuto gli Juventus-Inter di "calciopoliana" memoria, la rivalità odierna sembra una passeggiata. Eppure Massimo Moratti vede nello scontro Agnelli-Conte, materializzatosi tra insulti e gestacci nell’ultimo scontro in Coppa Italia, qualcosa che a lui non è mai accaduto. "È una vecchia ruggine che è saltata fuori. Non è stata apprezzabile, ma può capitare. Senza pubblico, poi, la cosa si nota ancora di più. Personalmente, non ho mai mandato a quel paese un allenatore della Juventus", dice ai microfoni di Radio Kiss Kiss. Nega, l’ex presidente, di volersi riprendere i nerazzurri, ma non è tanto per quel che accade nel calcio odierno. La tensione, come detto, sull’asse Torino-Milano c’è sempre stata, alimentata da una rivalità che il tempo aiuta a divampare, più che ad attenuare, visto che ad ogni incrocio ne accade una. Se poi la vicenda avrà o meno strascichi in termini di ammenda o squalifica per i protagonisti (secondo alcune ricostruzioni anche Paratici e Oriali non se le sarebbero mandate a dire nel tunnel dello Stadium) lo si saprà al termine delle indagini condotte dalla Procura Federale, che sta vagliando filmati e calendarizzando audizioni.

Rifiutato il Tapiro d’Oro, non senza stizza, Conte ha messo alle spalle l’accaduto e si è rituffato nel lavoro. Sta preparando Inter-Lazio sapendo di non poter fallire. Gli è rimasto solo il campionato, dato che Champions e Coppa Italia non annoverano più i nerazzurri tra le protagoniste. È un condannato a vincere, come da sua stessa definizione. Uno da cui si pretende che porti a casa trofei, perché lo ha sempre fatto, anche e soprattutto quando non aveva in mano la squadra favorita ad inizio stagione. Deve fare i conti, in vista di domenica, con gli acciacchi di Vidal e il rischio squalifica per tre pilastri della squadra. Bastoni, Barella e Brozovic sono a un giallo dal dover saltare il derby di Milano in programma il 21 febbraio. Ciò nonostante, per la difficoltà dell’impegno coi biancocelesti, giocheranno presumibilmente dal 1’. Il cileno, invece, conoscerà nelle prossime ore il suo destino. Se il ginocchio colpito con la Fiorentina non darà noie farà parte della gara, altrimenti spazio a Gagliardini. Nonostante le recenti difficoltà, Conte crede ancora nella potenza della "LuLa", la coppia d’attacco formata da Martinez e Lukaku.