Leo Turrini

Chissà se Javier Zanetti, ieri sera in tribuna al Tardini, ha avuto modo di ripensare ad una antica gloriosa domenica interista a Parma. Era il 2008 e una doppietta di Ibra regalò alla Beneamata uno scudetto che sembrava perduto.

Tredici anni dopo, Zlatan era impegnato a cantare a Sanremo. Le cose cambiano, gli eroi invecchiano pur restando tali. Ma di sicuro un’altra volta la tappa emiliana incoraggia i cuori nerazzurri. Con una postilla.

Eccola qua. Poteva sembrare un azzardo, da parte di Conte, concedere un turno di riposo a Lautaro Martinez. Tutti a dire che l’Inter dipende in esclusiva dalla Lula piena, dalla coppia formata dall’argentino e dall’industruttibile Lukaku.

Ebbene, il sostituto si è fatto avanti. Due gol di Sanchez, che evidentemente ci tiene a non essere considerato soltanto una riserva di lusso.

Morale. Sei punti di vantaggio sul Milan cominciano ad essere una cospicua dote. E qui ci sta, con tutto il rispetto per l’Ibra coccolato da Amadeus e Fiorello, che la vera rivale rimane la Juventus. Molto sarà detto dal prossimo ciclo bianconero: tra Lazio e recupero con il Napoli, la Signora si giocherà tutto.

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