Olivier Giroud, attaccante francese di 34 anni, ha firmato un biennale col Milan
Olivier Giroud, attaccante francese di 34 anni, ha firmato un biennale col Milan
di Paolo Franci Non c’è mica solo la maledizione della ’9’ rossonera con la giostra che è partita attorno a Giroud. No, no. E’ vero però che al Milan ha fatto flop, dopo Inzaghi, una camionata di centravanti: Pato, Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, Andrè Silva, Higuain, Piatek e Marione Mandzukic. Zlatan, uno sveglio che ci vede lungo, per non rischiare, prese la 11, narra la leggenda rossonera. Però, per dirla al contrario di Vasco (Rossi), non siamo solo noi quelli che la maglia nove è maledetta come la prima luna del film. Visto che li abbiamo appena battuti e costretti a una gogna in patria che levati grazie alla maledizione dei rigori, andiamo a ficcare il naso...

di Paolo Franci

Non c’è mica solo la maledizione della ’9’ rossonera con la giostra che è partita attorno a Giroud. No, no. E’ vero però che al Milan ha fatto flop, dopo Inzaghi, una camionata di centravanti: Pato, Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, Andrè Silva, Higuain, Piatek e Marione Mandzukic. Zlatan, uno sveglio che ci vede lungo, per non rischiare, prese la 11, narra la leggenda rossonera. Però, per dirla al contrario di Vasco (Rossi), non siamo solo noi quelli che la maglia nove è maledetta come la prima luna del film.

Visto che li abbiamo appena battuti e costretti a una gogna in patria che levati grazie alla maledizione dei rigori, andiamo a ficcare il naso nelle cose degli inglesi per scoprire che la maledizione della 7 ha avvolto ormai da anni il titolatissimo Manchester United. Dalle parti di Sir Alex Ferguson hanno funzionato – eccome se hanno funzionato – Eric Cantona, David Beckham e poi Cristiano Ronaldo e ancor prima, il talento maledetto di un giocatore unico George ’Georgie’ Best, anche lui numero 7. Se Beckham e Cristiano sono diventati fenomeni globali intrisi di trionfi e trofei, a riprendere la grande epopea della ’Seven’ fu proprio il francese: arrivato dall’Olympique Marsiglia nel 1992, è stato leader e trascinatore di una squadra che ha vinto 4 Premier League e 2 FA Cup, grazie ai suoi gol (81) e assist (61) in 179 partite. Un ego smisurato, quello di Cantona, dal quale Ibra ha preso parecchio per costruire il suo personaggio. Per dirne una, lo sponsor tecnico di Cantona fece uscire una ’reclame’ (si chiamava così all’epoca) nella quale c’era Cantona sul trono con la corona e una frase inequivocabile: "L’Inghilterra ha finalmente il suo re".

Dopo il trittico di mostri sacri però, il buio. E non pareva possibile quando, ceduto CR7 al Real, la dirigenza dei Red Devils decise di puntare sul Pallone d’Oro 2001, Michael Owen. Sembrava escluso che potesse fallire. E invece. Con la 7 non hanno fatto granchè, allo United, nell’ordine Valencia, Di Maria, Depay, Sanchez. E c’è chi ha una maledizione della 9, in proporzione al valore dei calciatori, che è addirittura peggiore di qiuella milanista. Succede al Chelsea. Si parte con Mateja Kezman che arriva in Blues forte dei 105 gol segnati in 122 gare con il PSV Eindhoven. E niente, flop: 7 centri in 41 match per un bilancio insufficiente come lo sarà quello di Hernan Crespo (13 gol in 42 partite). Aveva fatto impazzire il mondo Fernando Torres, con le maglie dell’Atletico e poi del Liverpool. Sbarca al Chelsea e dimentica come si fa gol. Arrivano anche Radamel Falcao e il Pipita Higuain a cercare di spezzare la maledizione della 9 Blues. E niente, in totale totalizzeranno 6 reti: 5 Gonzalo e uno il colombiano. Sembrava in grado di spezzarla Alvaro Morata, che arriva al Chelsea grazie ai 66 milioni sborsati da Abramovich nel 2017. Alvaretto segna 9 gol in 15 partite e si vanta di aver spezzato la maledizione: "Ho fatto un paio di piccole ‘cose’ scaramantiche per scacciare la maledizione, ma non le dico sennò quella torna!".

E invece torna a prescindere, perchè dopo quella dichiarazione Alvaro accusa un problema alla schiena e da lì non sarà più lo stesso con 7 gol in 32 partite e qualcuno di troppo mangiato sotto misura. Alla Juve invece, c’è la 11 sulla graticola, dopo che l’hanno indossata Amauri, De Ceglie, Coman, Hernanes e Douglas Costa. Ma sarà vera questa cosa della maledizione delle maglie? Come si dice, non è vero ma ci credo.