La mafia in tavola: un cesto di prodotti (Dire)
La mafia in tavola: un cesto di prodotti (Dire)

Bruxelles, 15 marzo 2018 - Un ristorante non può chiamarsi 'La mafia si siede a tavola'. Lo ha deciso il Tribunale dell'Unione Europea, che mette un netto altolà ai marchi che fanno riferimento alla mafia, banalizzandola o legittimandola. Un successo per l'Italia, che ha così ottenuto la conferma dell'annulamento della registrazione europea del brand spagnolo "La Mafia se sienta a la mesa". 

Nel 2015 il nostro Paese aveva chiesto con successo all'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) di dichiarare nulla la registrazione del marchio spagnolo di una catena di ristoranti. I proprietari del brand, La Mafia Franchises, hanno fatto ricorso per chiedere l'annullamento del provvedimento, ma il Tribunale Ue ha confermato la decisione dell'Euipo. 

Per i giudici è del tutto evidente che il marchio La Mafia se sienta a la mesa "rinvia a un'organizzazione criminale, trasmette un'immagine complessivamente positiva di tale organizzazione e banalizza i gravi attacchi sferrati da detta organizzazione ai valori fondamentali dell'Unione - spiega il Tribunale nella sentenza - Tale marchio è pertanto di natura tale da scioccare o offendere non solo le vittime di detta organizzazione criminale e le loro famiglie, ma anche chiunque, nel territorio dell'Unione, si trovi di fronte il marchio e abbia un normale grado di sensibilità e tolleranza, motivo per cui deve essere dichiarato nullo". 

Il brand dei ristoranti spagnoli 'La mafia si siede a tavola'

Inoltre per il Tribunale europeo "l'elemento verbale 'la mafia' evoca palesemente presso il pubblico il nome di un'organizzazione criminale responsabile di attacchi particolarmente gravi all'ordine pubblico". Rigettata la giustificazione de La Mafia Franchises, secondo cui l'obiettivo era di evocare la saga cinematografica del Padrino e non di scioccare o di offendere. Questo infatti  "non ha nessuna incidenza sulla percezione negativa di tale marchio da parte del pubblico", sottolinea il Tribunale Ue, precisando anche che "la notorietà acquisita dal marchio della società spagnola nonché la sua idea di ristoranti a tema legati ai film della saga Il Padrino sono privi di pertinenza al fine di valutare se il marchio sia contrario all'ordine pubblico". 

La sentenza chiarisce che "il fatto che esistano molti libri e film che si riferiscono alla mafia non è assolutamente in grado di alterare la percezione degli atti illeciti commessi dall'organizzazione". Infine, il Tribunale conferma l'analisi dell'Euipo e dell'Italia secondo cui l'associazione dell'elemento verbale "la mafia", da un lato, alla frase "se sienta a la mesa" (ovvero "si siede a tavola") e dall'altro lato a una rosa rossa "può dare un'immagine complessivamente positiva delle azioni della mafia e banalizzare la percezione delle attività criminali di tale organizzazione".

BUSINESS MILIONARIO - Soddisfatta la Coldiretti, che sottolinea l'esistenza di "un business milionario che si estende dai ristoranti ai prodotti, dal caffè 'Mafiozzo' stile italiano della Bulgaria agli snack 'Chilli Mafia' della Gran Bretagna, dalle spezie 'Palermo Mafia shooting' della Germania fino alla salsa 'SauceMaffia' per condire le patatine e quella 'SauceMaffioso' per la pasta scovate a Bruxelles nella Capitale d'Europa". 
Coldiretti dunque denuncia i troppi casi in cui "si fa affari sfruttando a tavola gli episodi, i personaggi e le forme di criminalità organizzata più dolorose e odiose, a danno dei veri prodotti agroalimentari Made in Italy. Un oltraggio considerato insopportabile da due italiani su tre (65%) che non tollerano il luogo comune diffuso all'estero che porta gli stranieri ad assimilare l'Italia alla mafia, secondo un'indagine Coldiretti/ixè.