Giuseppe Tassi

Ci sono due tifosi dell’Inter più disorientati degli altri. Si chiamano Beppe Marotta e Simone Inzaghi. Guidano, dalla scrivania e dal campo, la squadra campione d’Italia in carica e la vedono perdere pezzi da novanta in conseguenza della crisi dell’impero Suning.

Dopo piè veloce Hakimi, ecco il principe del gol Lukaku, il simbolo stesso dell’interismo ritrovato, lo sciamano capace di scacciare la maledizione che attanagliava da troppi anni il mondo nerazzurro.

E ora il popolo tifoso, frastornato e incredulo, è in ansia per altri vip di casa come Lautaro Martinez e Brozovic. Nonostante le smentite di rito.

Quando finirà la spirale della paura? E i quasi 200 milioni incassati serviranno solo a ripianare le casse del colosso cinese? Sono queste le domande che Marotta e Inzaghi si pongono nella stagione del dopo (?)-Covid. Il primo alle prese con un mercato pilotato dai vertici societari, il secondo in ansia per una rosa che perde i pezzi migliori alla vigilia del nuovo campionato.

Voglio essere ottimista a oltranza e spendere una parola di speranza.

Segue all’interno