Paolo

Franci

E poi, dai, le Grandi Imprese dalle loro parti se non arriviamo noi quando mai? Vogliamo tornare sul Leicester di King Claudio Ranieri? Oppure serve ricordare da quanto tempo il City non vinceva una Premier prima dello sbarco del Mancio? E, a proposito, dopo Mancini poi la Champions l’hanno vinta o no gli amici dell’altro Manchester? E non è che su altre italiche sponde sia poi andata così di lana caprina eh. Cioè, il Milan ha perso ad Anfield nel giorno del suo ritorno in Champions ma la lezione di calcio inflitta al Liverpool per lunghi tratti della gara è un inno all’ingegno e lo stile del nostro Paese. Dimentico qualcosa? Dai, si scherza! Perchè se poi dobbiamo tornare all’11 luglio e alla notte azzurra di Wembley, diventa fin troppo semplice dire che l’abisso tra noi e loro è come quell’isola delle fiabe, l’abisso che non c’è. Ma ve li ricordate o no, gli inglesi il giorno dopo? E vagli a raccontare che il loro calcio lo vedono in tutto il mondo e i diritti tv della Premier valgono come un diamante De Beers grosso come uno scoglio della Costa Smeralda. Cioè loro avranno pur vinto la Champions col Chelsea però, diamine, noi che ci dibattiamo tra stadi da rifare e soldi che non ci sono, siamo diventati Campioni d’Europa a casa loro. E com’è che diceva la divina Madonna Ciccone? Italians do it better. E non ci piove mica.