di Doriano Rabotti No, non è stata una partita qualunque, un saluto qualunque tra atleti rivali che si rispettano al termine di una sfida sportivamente accesa. L’abbraccio che Paolo Nicolai e Daniele Lupo, i due beacher azzurri argento ai Giochi di Rio e ora in semifinale in Sardegna, hanno tributato all’americano Jake Gibb dopo averlo sconfitto nella fase a gironi della Sardinia BeachFinals era...

di Doriano Rabotti

No, non è stata una partita qualunque, un saluto qualunque tra atleti rivali che si rispettano al termine di una sfida sportivamente accesa. L’abbraccio che Paolo Nicolai e Daniele Lupo, i due beacher azzurri argento ai Giochi di Rio e ora in semifinale in Sardegna, hanno tributato all’americano Jake Gibb dopo averlo sconfitto nella fase a gironi della Sardinia BeachFinals era davvero di speciale, e non solo perché nei post sui social gli azzurri hanno definito l’americano ’Legend’ e lui ha risposto con ’Amici per sempre’. Nel caso di Lupo, erano uniti anche dalla lotta contro la malattia.

Per questo ragazzone dello Utah di oltre 2 metri e 45 anni di età che ha partecipato quattro volte alle Olimpiadi, comprese quelle di Tokyo in agosto, era l’ultima partita della carriera. E’ suo il record di giocatore più anziano a vincere un torneo organizzato dalla federazione mondiale, e ancora più importante è stato presentarsi ai Giochi in Giappone, dove pure è stato sconfitto da una coppia tedesca e non ha potuto centrare quella medaglia che, parole sue, sarebbe stata "la ciliegina sulla torta".

Il fatto è che Gibb, al di là dei risultati sportivi, per i beacher è un esempio che cammina. Perché non solo era ancora sulla sabbia di un torneo di livello mondiale alla sua età, e già questo lo rende una specie di Superman. In mezzo ha affrontato e sconfitto due volte il cancro, una più del nostro Lupo che ha dovuto lottare contro il tumore osseo nel 2015. Nel 2003 Gibb si sottopose alla rimozione di un melanoma dalla schiena. Otto anni dopo, grazie ai valori anomali riscontrati in un controllo antidoping, gli trovarono un tumore ai testicoli: "Quella volta fu dura, mi sentivo molto vulnerabile. Lottare contro la malattia ha cambiato completamente le mie prospettive, dopo ho iniziato ad apprezzare ogni singolo momento".

Lui che ha iniziato tardi a giocare a beach volley, "perché prima facevo basket, ho cominciato con gli amici, era un beach volley da...barbecue".

E’ diventato qualcosa da leggenda.