di Mattia Todisco ++Il fato ci mette del suo. Un pallone innocuo, scodellato da Mertens qualche metro indietro rispetto al dovuto, che diventa un assist per uno stop sbagliato da Semenov. L’errore del difensore che annulla la posizione di fuorigioco di Lukaku e consente all’interista, unico in distinta in Belgio-Russia (3-0 il finale) ad essere compagno di squadra di Eriksen nel club, di segnare dopo 10’ di partita. Il belga non trema. È abituato a segnare, quello che sblocca la partita con i russi è il 61° centro con la nazionale, sempre più miglior marcatore ogni tempo dei Diavoli Rossi. Ha già pensato a cosa fare, in caso di gol. Si capisce nel momento in cui punta una delle telecamere a bordo campo, prima ancora di essere raggiunto dagli altri belgi sul terreno di gioco. Guarda lo schermo e grida "Chris, i love you". Ti voglio...

di Mattia Todisco

++Il fato ci mette del suo. Un pallone innocuo, scodellato da Mertens qualche metro indietro rispetto al dovuto, che diventa un assist per uno stop sbagliato da Semenov. L’errore del difensore che annulla la posizione di fuorigioco di Lukaku e consente all’interista, unico in distinta in Belgio-Russia (3-0 il finale) ad essere compagno di squadra di Eriksen nel club, di segnare dopo 10’ di partita. Il belga non trema. È abituato a segnare, quello che sblocca la partita con i russi è il 61° centro con la nazionale, sempre più miglior marcatore ogni tempo dei Diavoli Rossi. Ha già pensato a cosa fare, in caso di gol. Si capisce nel momento in cui punta una delle telecamere a bordo campo, prima ancora di essere raggiunto dagli altri belgi sul terreno di gioco. Guarda lo schermo e grida "Chris, i love you". Ti voglio bene.

Lukaku è un leader, un gigante buono. Uno dei più amati nello spogliatoio interista, perché non c’è intervista in cui non riconosca i meriti dei compagni anche quando lui ne ha più di tutti, perché sorride sempre.

Nel caso del danese, nel momento in cui non vedeva il campo nemmeno col binocolo per lo scarso feeling con Antonio Conte, Lukaku ha dichiarato in conferenza stampa di voler "aiutare Eriksen, perché ha tutto per essere un fuoriclasse". Quando accadono episodi come quello che hanno colpito il fantasista scandinavo, nulla di ciò che fa parte del bagaglio tecnico conta.

Il valore diventa quello dell’amicizia, della sensazione di scampato pericolo che ha percorso tutti, particolarmente chi in questi ultimi mesi ha diviso lo spogliatoio con il ragazzo e lo ha visto accasciarsi da solo a Copenaghen, senza alcun contrasto, con gli occhi sbarrati e privo di sensi, rianimato dallo staff sanitario con un massaggio cardiaco.

Solo dopo aver saputo che Eriksen si era svegliato, Belgio e Russia hanno capito che era il caso di disputare regolarmente l’incontro. "I giocatori sono a conoscenza delle condizioni di Eriksen – ha dichiarato prima della gara il ct belga, Roberto Martinez -. È stato uno shock per tutti. Nel nostro girone ci sono nazionali che giocano o hanno giocato con lui. Speriamo che si riprenda in fretta. Dobbiamo giocare questa partita? Siamo qui per fare il nostro lavoro, ma non è stata una preparazione ideale". In un primo momento infatti le due squadre avevano dichiarato chiaramente di non voler giocare: non c’erano le condizioni per scendere in campo, era evidente. E anche l’Uefa era orientata a rinviare tutto, la vita per una volta contava davvero più di tutto.

Poco dopo, da più fonti, sono arrivate novità confortanti sulle condizioni del danese. Una volta che in campo sono tornate Danimarca e Finlandia, giocare l’altra partita del girone era una logica conseguenza. Un grande sospiro di sollievo ha accomunato i giocatori delle due squadre negli spogliatoi: si poteva tornare a pensare al calcio.

Il Belgio, una volta aperte le danze, dimostra di essere una squadra con credenziali importanti. La Russia ci mette del suo con degli errori evidenti, anche nel momento del secondo gol di Meunier al 33’.

L’esterno del Borussia Dortmund entra pochi minuti prima a causa dell’infortunio di Castagne, vecchia conoscenza del calcio italiano (ex Atalanta, oggi gioca nel Leicester) sostituito dopo un contrasto aereo con Kuzyaev. Uno scontro non lieve, dopo quanto accaduto nel pomeriggio il pensiero va a Eriksen, guardando i due giocatori a terra per la contusione appena subita.

Nulla di grave, stavolta, ma meglio essere prudenti fino in fondo. Nel resto della contesa il risultato non va nemmeno vicino a cambiare rotta, almeno fino a quando Lukaku non firma il tris a 2’ dal termine. La squadra di Martinez è solida, trova nel meno celebre degli Hazard (Thorgan) un esterno sinistro coi fiocchi e vince in carrozza pur rinunciando all’omonimo di casa al Real, inserito nel secondo tempo, e all’acciaccato De Bruyne, ancora convalescente per un contrasto durante la finale di Champions League persa contro il Chelsea.

Nella Russia si salva parzialmente l’atalantino Aleksey Miranchuk, gettato nella mischia soltanto nella ripresa. Per centrare la qualificazione servirà molto di più, la parziale consolazione è che la più forte del girone è già stata affrontata.