Romelu Lukaku ha segnato dopo nemmeno un minuto: per lui 18 gol in serie A
Romelu Lukaku ha segnato dopo nemmeno un minuto: per lui 18 gol in serie A
di Mattia Todisco Trentatré secondi. Tanto è bastato a Romelu Lukaku per indirizzare il pomeriggio della capolista Inter verso binari in discesa, diretti al capolinea di una vittoria comoda e di una vetta sempre più confermata. Tre a zero a un Genoa troppo arrendevole, con lo sguardo al derby di mercoledì fin dalle scelte di formazione. Rispetto all’ultimo impegno Ballardini lascia fuori Masiello, Criscito, Zappacosta, Zajc, Badelj e Destro. Conte cambia il solo Hakimi perché deve farlo (è squalificato) e il sostituto Darmian va a segno. La profondità...

di Mattia Todisco

Trentatré secondi. Tanto è bastato a Romelu Lukaku per indirizzare il pomeriggio della capolista Inter verso binari in discesa, diretti al capolinea di una vittoria comoda e di una vetta sempre più confermata. Tre a zero a un Genoa troppo arrendevole, con lo sguardo al derby di mercoledì fin dalle scelte di formazione.

Rispetto all’ultimo impegno Ballardini lascia fuori Masiello, Criscito, Zappacosta, Zajc, Badelj e Destro. Conte cambia il solo Hakimi perché deve farlo (è squalificato) e il sostituto Darmian va a segno. La profondità di rosa è differente, lo spirito con cui scendono in campo i ventidue fa il resto. "Il Genoa era in un ottimo stato di forma, ma abbiamo giocato col giusto approccio, concedendo quasi niente – dice il tecnico nerazzurro a fine partita – Siamo contenti, il lavoro sta pagando, così come era successo già l’anno scorso. Mancano però altre 14 partite e dobbiamo tenere le antenne dritte". Parole pronunciate con la serenità di chi ha fatto il suo, a qualche ora da Roma-Milan, a cui l’Inter ha rivolto lo sguardo per interessi di classifica.

Da oggi si comincerà a pensare al match di Parma di giovedì prossimo, sperando non ci siano positività (da ieri ha contratto il virus anche il vice-ds Baccin). "Ci sono quattro giorni, c’è il tempo per riposarsi", afferma Conte, ma qualche cambio di formazione potrebbe esserci in virtù di una sfida all’Atalanta in programma il lunedì successivo al Meazza. Tornerà Hakimi dalla squalifica, i cinque diffidati si sono tutti salvati dal giallo. Tra questi Lukaku, già a 18 reti in campionato, -1 da Ronaldo nella classifica marcatori. "L’importante è che l’Inter vinca", è la diplomatica risposta del belga davanti ai numeri personali.

Certo è che il suo lo fa eccome, il numero 9. Segna quando gli avversari si stanno ancora allacciando le scarpe, conduce il contropiede del 2-0 fornendo l’assist a Darmian, impegna Perin nell’azione del tris di Sanchez, a cui fornisce un altro pallone per il possibile poker. La condizione fisica lo supporta alla grande e finché gli avversari si ostinano a lasciargli campo da correre le sue leve gli permettono di fare sfracelli.

Se c’è un appunto da poter fare a questa Inter, miglior attacco in A con 60 gol (nella storia del club si trovano statistiche migliori solo andando indietro di 70 anni) e la cui difesa ha concesso un solo timbro nelle ultime sette partite per una deviazione fortunosa di Escalante, è che il bis di Darmian arriva al 69’. Dopo oltre un’ora di occasioni create e con Handanovic inoperoso.

Un tempo il risicato vantaggio avrebbe generato fantasmi, ora la forza mentale del gruppo è a un punto per cui, davanti alla chance sciupata, si continua semplicemente a giocare fino a quando il muro avversario non cade. Cosa che si verifica puntualmente.