Lorenzo Patrese, 16 anni ad agosto, festeggia il 1° posto tra i debuttanti di F4
Lorenzo Patrese, 16 anni ad agosto, festeggia il 1° posto tra i debuttanti di F4
di Paolo Grilli Lorenzo è deciso, competitivo, metodico anche se non ha ancora 16 anni. Ha preso molto da papà Riccardo. Anche se poi il suo cognome, Patrese, rischia di essere un peso quando si sceglie di scendere in pista al volante di un bolide. L’ultimo figlio d’arte del motorsport tricolore si è rivelato nelle ultime settimane. E la sua storia fa già emozionare, se si pensa da una parte a quanto il padre ha saputo ottenere sui circuiti di Formula Uno (256 Gp disputati, 6 vittorie e 37 podi) e dall’altra a quanto fa sperare ora lui, già in vetta alla classifica dei debuttanti del campionato italiano di...

di Paolo Grilli

Lorenzo è deciso, competitivo, metodico anche se non ha ancora 16 anni. Ha preso molto da papà Riccardo. Anche se poi il suo cognome, Patrese, rischia di essere un peso quando si sceglie di scendere in pista al volante di un bolide.

L’ultimo figlio d’arte del motorsport tricolore si è rivelato nelle ultime settimane. E la sua storia fa già emozionare, se si pensa da una parte a quanto il padre ha saputo ottenere sui circuiti di Formula Uno (256 Gp disputati, 6 vittorie e 37 podi) e dall’altra a quanto fa sperare ora lui, già in vetta alla classifica dei debuttanti del campionato italiano di Formula 4 con un primo posto al Paul Ricard in Francia e uno lo scorso weekend a Misano.

"Fare il pilota è stata una volontà di Lorenzo – dice papà Riccardo – ha scelto lui di buttarsi in questa avventura. Io l’ho appoggiato, ma senza pressioni e aspettative, tenendo conto poi del fatto che questa sua decisione è arrivata piuttosto tardi. Dopo l’”apprendistato” nel karting a undici anni ora siamo in Formula 4, e devo riconoscere che già nel secondo appuntamento di Misano ho notato una sua crescita".

Lorenzo gareggia anche grazie al supporto di Frits van Eerd, imprenditore olandese patron della catena di supermercati Jumbo e grandissimo appassionato di motori nonché amico di famiglia. "Sinceramente avrei voluto che mio figlio potesse costruirsi una carriera nell’equitazione – dice Riccardo, che dopo aver appeso il casco al chiodo ha potuto coltivare con grande impegno la passione dei cavalli –. Quando aveva sei o sette anni gareggiava negli European Children Championships ed era arrivata anche la vittoria nella Coppa delle Nazioni di categoria. Ma ora c’è questa nuova avventura e l’impegno è lo stesso, sempre molto alto".

"L’equitazione è stato il mio primo sport – conferma il giovanissimo pilota – fin da piccolo ho seguito le orme di mio padre e di mia madre Francesca che mi hanno trasmesso questa passione. Dedicarmi al salto ostacoli mi ha dato disciplina, mi ha fatto capire quanto è importante la costanza nell’allenamento. Ora metto tutto nelle gare al volante, un mondo che non immaginavo mio ma che a piccoli passi lo sta diventando".

E papà Riccardo conferma: "Lorenzo è deciso e veloce – dice Patrese Senior – ed è pure metodico come lo sono io. E’ tanto importante nel motorismo la pazienza, l’impiego del tempo assieme al team per trovare soluzioni e strategie formando un vero spirito di gruppo. Mio figlio si sta muovendo bene sotto questo punto di vista, anche se come padre, e come ex pilota, magari tendo a sottolineare quello che invece deve essere migliorato...".

"Papà non è mai un peso per me – mette in chiaro le cose Lorenzo – anzi è sempre di grandissimo aiuto. Non potrei avere un consigliere migliore, con tutta l’esperienza che ha. I miei idoli? Leclerc e Verstappen, il presente e il futuro della Formula Uno. Non nego che il mio sogno sarebbe quello di pilotare una Ferrari, ma è poi quello di qualsiasi pilota. Per ora mi concentro sulle prossime gare a Vallelunga. Poi, tra un appuntamento e l’altro, potrò fare anche qualche concorso a cavallo".