di Gianmarco Marchini Dite ad Harry Kane che mercoledì Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini partiranno per fare le vacanze insieme, con armi, mogli e bagagli al seguito. Come una grande famiglia allargata. Perché questa è, in fondo, l’Italia di Roberto Mancini, arrivata ad arrampicarsi fin sotto la vetta di questo Europeo con la forza del gruppo. Una Nazionale di campioni dallo spirito gregario. Un coro senza un solista fisso, un po’ come i ragazzi del 2006. Ditelo ad Harry, il vero principe d’Inghilterra, che ad...

di Gianmarco Marchini

Dite ad Harry Kane che mercoledì Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini partiranno per fare le vacanze insieme, con armi, mogli e bagagli al seguito. Come una grande famiglia allargata. Perché questa è, in fondo, l’Italia di Roberto Mancini, arrivata ad arrampicarsi fin sotto la vetta di questo Europeo con la forza del gruppo. Una Nazionale di campioni dallo spirito gregario. Un coro senza un solista fisso, un po’ come i ragazzi del 2006.

Ditelo ad Harry, il vero principe d’Inghilterra, che ad aspettarlo ci sarà un’agguerrita coppia di vecchi amici che ha poca, pochissima voglia di rovinarsi le ferie rimuginando su un Europeo perso. Loro Chiellini e Bonucci, fratelli maggiori di una comitiva azzurra che solo a guardarla esprime gioia e voglia di fare festa. Dopo un anno e mezzo di pandemia, aver rispolverato queste sensazioni a un intero Paese è forse una vittoria che vale più dell’Europeo stesso (ma su questo poi ragioneremo con calma domenica sera).

L’approccio, però, domani dovrà essere proprio sull’onda di quest’emotività ritrovata. Indossare il sorriso, allacciarsi gli scarpini e, via, dentro Wembley. "Bisogna giocare con la pressione giusta, cercando veramente di andare a divertirsi. Solo così poi si vince una finale", ripeteva ieri il ct Mancini, un altro che ha già vinto a prescindere. Ha trovato le macerie post-Ventura e ci ha costruito sopra un grattacielo di talento e futuribilità da cui si può ammirare un orizzonte luminoso.

Il colpo d’occhio, invece, domani sarà quasi tutto color inglese. Poco male, anzi. "E’ chiaro che ci sarà un bel tifo per loro. Però, considerando che a parte le ultime partite dell’Europeo, venivamo da un anno e mezzo senza tifosi, va bene anche così. Credo sia una bellezza avere tanti tifosi allo stadio". Un invito ai suoi azzurri a godersela dalla prospettiva privilegiata del rettangolo verdissimo di Wembley.

Ieri sera, intanto, a Coverciano il Mancio ha diretto l’ultimo allenamento. Blindatissimo, anche se contro l’Inghilterra non dovrebbero esserci sorprese dall’inizio: stessi undici anti-Spagna, con l’unico dubbio su Barella parso davvero provato in semifinale: il sostituto last-minute sarebbe Pessina. Ma difficile che il ct sacrifichi la squadra-tipo sull’altare di una stanchezza che in certi casi non si sente.

L’aereo per Londra decollerà stamattina alle 11 da Firenze: alle 19 l’allenamento nel centro sportivo del Tottenham. Volo di ritorno domenica notte su Fiumicino perché lunedì mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà la Nazionale al Quirinale. Comunque vada: perché, appunto, quest’Italia ha già vinto.