È l’astro nascente del basket italiano e la Virtus Bologna farà bene a tenerselo stretto ancora per un po’, perché gli occhi della Nba si poseranno su di lui prima di quanto si pensi. Alessandro Pajola è uno dei trascinatori della Nazionale azzurra che ieri ha staccato il pass per i quarti di finale del torneo di pallacanestro olimpico, dopo un match contro la Nigeria nel quale il playmaker delle ‘V’ nere ha come sempre fatto legna ben al di là dei numeri. Non è un giocatore dai tabellini roboanti, Pajola, non lo è stato nemmeno ieri nei suoi oltre 25 minuti in campo con 4 punti, 4 assist, 3...

È l’astro nascente del basket italiano e la Virtus Bologna farà bene a tenerselo stretto ancora per un po’, perché gli occhi della Nba si poseranno su di lui prima di quanto si pensi. Alessandro Pajola è uno dei trascinatori della Nazionale azzurra che ieri ha staccato il pass per i quarti di finale del torneo di pallacanestro olimpico, dopo un match contro la Nigeria nel quale il playmaker delle ‘V’ nere ha come sempre fatto legna ben al di là dei numeri. Non è un giocatore dai tabellini roboanti, Pajola, non lo è stato nemmeno ieri nei suoi oltre 25 minuti in campo con 4 punti, 4 assist, 3 rimbalzi, 1 palla rubata. Ma la sua propensione a creare gioco, le sue capacità di palleggio, soprattutto la sua clamorosa visione difensiva, stopper perfetto per qualsiasi leader avversario, sono doti che raramente si trovano tutte insieme su un parquet italiano.

Pajola, che di anni ne ha quasi 22, ha appena messo in bacheca uno scudetto e il premio di miglior Under del campionato, giocando una serie di finale da stropicciarsi gli occhi. Sono stati proprio i quattro match tricolori contro l’Olimpia Milano a inizio giugno a convincere Meo Sacchetti che il play virtussino poteva essere un pilastro della Nazionale al pre-olimpico. Raggiunta la qualificazione, ora ‘Ale’ si sta facendo largo a spallate tra i mostri sacri dell’olimpo del basket in quel di Tokyo senza paura, con polmoni e grinta d’acciaio. La freddezza sui tiri liberi nel finale e soprattutto l’assist schiacciato a terra per Nicolò Melli che ha regalato il 72-67 agli azzurri per la fuga definitiva sono gli highlights di un match perfetto per il ragazzo nato ad Ancona e cresciuto a Bologna. "Che fatica! – sorride alla fine dell’incontro vinto 80-71 con la Nigeria –. Siamo stati bravi nella circolazione di palla e soprattutto in difesa: la Nigeria, piena di talenti individuali, è rimasta a 71 punti".

Soprattutto grazie alle sue marcature strette e alle sue corse, con Sacchetti che lo ha schierato dal primo minuto in quintetto, attestato di fiducia notevole: "Chiunque parta titolare e faccia il play non può che essere grato di giocare con gli altri quattro che ha attorno, perché sono sempre e comunque quattro giocatori pazzeschi. Personalmente sono entusiasta di giocare con loro e per loro, soprattutto in difesa".

Il sorteggio di oggi deciderà gli abbinamenti dei quarti di domani. Pajola però non vuol sentir parlare di miracolo: "È una grandissima soddisfazione, soprattutto pensando che siamo partiti praticamente da zero un mese fa. Però attenzione a chiamarla impresa: siamo una squadra fortissima e in fin dei conti abbiamo fatto quello che andava fatto, mettendo il cuore in campo contro la Nigeria come contro la Germania e l’Australia nelle due partite precedenti".

E i quarti? "La sfida sarà bellissima e difficile, indipendentemente da quale sarà l’avversaria: per questo dobbiamo assolutamente ricaricare le energie ed essere pronti".

Senza paura di nessuno ormai, nemmeno del Dream Team. Con Pajola in difesa, ci mancherebbe altro.

Alessandro Trebbi