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1 mag 2022

L’Inter prova a risalire sul treno scudetto

A Udine giocherà dopo la sfida di San Siro, Inzaghi predica calma ed è pronto a confermare Radu se Handanovic non ce la farà

1 mag 2022
mattia todisco
Sport

di Mattia Todisco

C’era un treno che poteva riportare in vetta, a Bologna, ma l’Inter non ci è salita. Deve riprovarci a Udine, stavolta con la consapevolezza che per arrivare al traguardo per primi il convoglio davanti deve rallentare, fermarsi, lasciare strada sul più bello. Sul destino di chi è lì, con due lunghezze di margine, non si può incidere. Lo dice forte Inzaghi, in conferenza stampa: concentriamoci su quel che è nelle nostre mani. Un compito già di per sé non agevole.

L’Udinese è in salute, ha appena vinto con ampio margine a Firenze. I recenti risultati hanno fatto capire a chi avesse dubbi che non conta avere obiettivi di classifica, bastano l’entusiasmo e la scarsa pressione del risultato. Esattamente ciò che sta spingendo i friulani nelle ultime settimane e proprio quello che manca all’Inter, sulle cui spalle c’è il peso della vittoria a tutti i costi. I nerazzurri giocheranno subito dopo il Milan, sapranno già se l’eventuale successo significherà tenere ancora una fiammella accesa o avere nuova speranza nel trionfo. Le difficoltà vanno oltre l’aspetto emotivo, non da sottovalutare quando si getta al vento una chance come quella avuta a Bologna. Tecnicamente, Inzaghi deve studiare in che modo sopperire alle assenze certe dello squalificato Calhanoglu, l’uomo a cui affida tutti i calci piazzati e che vanta 11 assist in stagione, nonché dell’infortunato Bastoni, lo staff medico è al lavoro nel tentativo di rimetterlo in sesto prima della finale di Coppa Italia. Tornerà Vidal, probabilmente subito da titolare. In difesa sarà ballottaggio fino all’ultimo tra D’Ambrosio e Dimarco. La decisione più importante di tutti è tra i pali.

Potrebbe non recuperare il grande ex, l’assenza più chiacchierata in Emilia. Samir Handanovic ieri ha svolto un lavoro solo parziale, per esserci deve stringere i denti. Lo vuole fare, ma il ruolo che riveste lascia dei dubbi. Un portiere non gioca sul dolore, perché se sbaglia paga un conto salato e quanto accaduto a Radu a Bologna è una dimostrazione emblematica. Qualora il capitano dovesse alzare bandiera bianca, sarà proprio il rumeno e non Cordaz a ripresentarsi tra i titolari. Un’occasione di riscatto che Inzaghi è deciso a concedere, per le altre scelte si attenderà (c’è anche un dubbio tra Dzeko e Correa), quella sul portiere è già stata fatta, se mai ce ne dovesse essere la necessità. È evidente il bisogno di Inzaghi di non lasciare dubbi a Radu sulla fiducia in lui riposta, anche dopo un errore marchiano come quello al Dall’Ara.

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