27 apr 2022

L’Inter prenota la pole per la volata finale

Dopo quasi 4 mesi arriva il recupero di Bologna: Inzaghi vuole scavalcare il MIlan per partire in vantaggio nelle ultime quattro giornate

mattia todisco
Sport
Joaquin Correa, 27 anni
Joaquin Correa, 27 anni
Joaquin Correa, 27 anni

di Mattia Todisco

Per qualcuno è la partita dell’asterisco. L’unica che manca per avere una classifica definita ai piani alti, la differenza tra l’essere potenzialmente e realmente in testa alla graduatoria. Bologna-Inter, in calendario il 6 gennaio scorso, rinviata per un focolaio di Covid nello spogliatoio emiliano, arriverà solo stasera a compimento. Dopo quasi quattro mesi. Un antipasto televisivo della Champions League (gli appassionati potranno godersi il primo tempo dalle 20.15, ma per il secondo dovranno fare una scelta tra la Serie A e l’Europa) in cui i nerazzurri si giocano uno snodo fondamentale della stagione.

Andare avanti di un punto rispetto al Milan avrebbe un significato concretamente e anche psicologicamente importante, a quattro turni dalla fine e con un calendario in cui spiccano partite contro squadre che popolano la parte destra della classifica. Qui le opinioni divergono: per alcuni è più difficile giocare contro chi, come Cagliari o Sampdoria, deve ancora guadagnarsi la salvezza.

Secondo altri è più complicato invece trovarsi al cospetto dell’Empoli quasi salvo o di Bologna e Udinese in posizioni simili, perché come dimostra il successo dei toscani contro il Napoli una testa sgombra aiuta a compiere l’impresa. Tutte queste, tranne i partenopei, saranno avversarie dell’Inter fino al 22 maggio. Inzaghi non si fida. Manderà in campo un undici molto simile a quello visto contro la Roma, con la sola eccezione di Bastoni in difesa per Dimarco e forse di Correa per uno tra Dzeko e Martinez.

Gli impegni sono due in più del Milan, che non ha recuperi da dover superare e ha perso in semifinale la chance di aggiudicarsi la Coppa Italia all’ultimo atto. Ad oggi il tecnico interista, pur nella necessità di non affaticare i muscoli di alcuni elementi, non vede in panchina risorse paritarie rispetto ai titolari. Soprattutto a centrocampo, dove mancherà Vidal per il perdurare del problema alla caviglia destra e le cui sorti si reggono da tempo sul trio Barella-Brozovic-Calhanoglu. Fuori anche Caicedo e Gosens, colpito da un affaticamento, ma quasi spavaldo nel vedersi già col tricolore al petto.

"Sono convinto che la vittoria contro la Juventus sia stata quella decisiva per lo scudetto, ce lo siamo detti anche nello spogliatoio prima della partita di Torino: se vinciamo questa siamo campioni", le parole del tedesco a Dazn.

Una sicurezza che l’Inter ha effettivamente riversato sul campo superando agevolmente le successive quattro partite, ritrovando la brillantezza mostrata fino a gennaio compreso. Oggi l’ennesima prova del nove, la partita da vincere a tutti i costi per riprendersi la cima e guardare tutti dall’alto in vista dell’ultima volata. Quella decisiva.

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