Simone Inzaghi, 45 anni, nonostante le partenze importanti ha già migliorato il rendimento dell’Inter. A sinistra, mentre riceve il Tapiro d’Oro da Valerio Staffelli
Simone Inzaghi, 45 anni, nonostante le partenze importanti ha già migliorato il rendimento dell’Inter. A sinistra, mentre riceve il Tapiro d’Oro da Valerio Staffelli
di Mattia Todisco Anche da primo in classifica e qualificato agli ottavi di Champions League, Simone Inzaghi è riuscito a "vincere" un Tapiro d’Oro. Motivo: il sorteggio che vede l’Inter accoppiata al Liverpool, una corazzata che ha vinto sei partite su sei nei gironi ed è seconda in Premier a un punto dal Manchester City. "Non era andata bene nemmeno al primo giro, ma il secondo è stato sicuramente peggio – dice il tecnico -. Ci penseremo a febbraio, ma ce la giocheremo". Inzaghi ride, supportato da numeri che mettono i nerazzurri in una condizione di sfavorita, ma non battuta in partenza,...

di Mattia Todisco

Anche da primo in classifica e qualificato agli ottavi di Champions League, Simone Inzaghi è riuscito a "vincere" un Tapiro d’Oro. Motivo: il sorteggio che vede l’Inter accoppiata al Liverpool, una corazzata che ha vinto sei partite su sei nei gironi ed è seconda in Premier a un punto dal Manchester City. "Non era andata bene nemmeno al primo giro, ma il secondo è stato sicuramente peggio – dice il tecnico -. Ci penseremo a febbraio, ma ce la giocheremo".

Inzaghi ride, supportato da numeri che mettono i nerazzurri in una condizione di sfavorita, ma non battuta in partenza, nonostante una stagione cominciata tra mille dubbi per le partenze di Lukaku e Hakimi, oltre all’infortunio capitato a Eriksen. Ciò nonostante, Inzaghi sta facendo meglio di Conte, statistiche alla mano. Il predecessore, a cui va dato merito di aver forgiato una mentalità vincente con un secondo e un primo posto (più una finale di Europa League) partendo da due quarte piazze di fila di Spalletti, in Europa ha fallito due volte l’accesso all’eliminazione diretta e in campionato conta oggi numeri inferiori. Una vittoria in meno su diciassette partite, tre lunghezze di margine (40 a 37), gli stessi gol fatti (43) ma otto subiti in più (23 a 15). Il confronto non dice tutto, perché tante possono essere le differenze tra una stagione e l’altra anche nella forza complessiva delle avversarie. Ma negli aspetti da considerare ci sono anche fattori a sfavore di Inzaghi, come le tre pedine in meno sopra citate e il fatto di essere al primo anno di lavoro invece che al secondo.

Per contro, è certamente un grosso vantaggio partire da un modulo già consolidato, a cui l’allenatore ha apportato significative varianti, e da una squadra tornata a vincere la Serie A dopo undici anni. L’ambiente Inter è compatto nel dare segnali a favore dell’attuale percorso. L’ex presidente Pellegrini, 81 anni ieri, dice a Radio Nerazzurra di preferire Inzaghi perché "non spara sulla società e si accontenta dei giocatori a disposizione". Tronchetti Provera, alla Charity Dinner di Fondazione Pupi, parla dell’Inter "più bella degli ultimi dieci anni". Lo stesso Barella, giorni fa, aveva sottolineato la serenità data dal tecnico odierno dopo le basi poste negli ultimi anni.

La mano di Inzaghi è riconosciuta come un’impronta sempre più presente e determinante. Rispetto a un anno fa c’è maggiore serenità anche per quel che concerne il quadro economico e societario, anche se quotidianamente si affiancano le voci sull’arrivo del fondo Pif e le susseguenti smentite. Una cosa accomuna Conte e Inzaghi: non ci sono state aggiunte a gennaio 2021, lo stesso potrebbe accadere nel 2022, a meno di cessioni che liberino delle caselle da riempire. Per giugno, invece, è prenotato il portiere Onana, che lascerà l’Ajax a parametro zero. L’unica concorrente che può impensierire i nerazzurri è il Barcellona, in cui il camerunese è cresciuto e che anche ieri l’estremo difensore ha definito "la prima opzione", ma la presenza di Ter Stegen come titolare è ad oggi un ostacolo.