Lewis Hamilton, 36 anni, celebra la vittoria numero 100. Sul podio anche Max Verstappen e Carlos Sainz
Lewis Hamilton, 36 anni, celebra la vittoria numero 100. Sul podio anche Max Verstappen e Carlos Sainz
di Leo Turrini Sono gli scherzi del destino. Lando Norris, arrembante pilota della nuovissima generazione, è cresciuto nel mito di Lewis Hamilton. E proprio a lui, Norris, che ancora insegue il primo successo in Formula 1, la storia ha assegnato il ruolo determinante nella vittoria numero 100 del suo maestro e punto di riferimento. Non sempre la fortuna aiuta gli audaci, talvolta i latini avevano torto. Nel finale tumultuoso della gara in Russia, il ragazzo della McLaren era ancora davanti. Aveva conquistato il primo posto con tenacia dopo una...

di Leo Turrini

Sono gli scherzi del destino. Lando Norris, arrembante pilota della nuovissima generazione, è cresciuto nel mito di Lewis Hamilton. E proprio a lui, Norris, che ancora insegue il primo successo in Formula 1, la storia ha assegnato il ruolo determinante nella vittoria numero 100 del suo maestro e punto di riferimento. Non sempre la fortuna aiuta gli audaci, talvolta i latini avevano torto. Nel finale tumultuoso della gara in Russia, il ragazzo della McLaren era ancora davanti. Aveva conquistato il primo posto con tenacia dopo una bella battaglia con il ferrarista Sainz. E ce la stava mettendo tutta per tenersi dietro l’asso della Mercedes…

Non sappiamo come sarebbero finite le cose sull’asciutto. Sappiamo invece che è arrivata la pioggia e in quel momento Lando Norris ha ascoltato la voce del cuore e non quella della ragione. "Dai box mi hanno ordinato di rientrare, per montare le gomme da bagnato. Ma io sentivo che in quel modo probabilmente mi sarebbe sfuggita questa benedetta vittoria, cui tengo tantissimo – ha raccontato Norris – mi sono fidato dell’istinto e ho sbagliato, ho disobbedito alle raccomandazioni degli ingegneri. E adesso sono devastato, perché avrei dovuto fare la stessa scelta di Hamilton, che non per niente è molto più esperto di me. Mi dispiace enormemente, ma debbo cercare di trarre insegnamento da questa lezione". Nemmeno serve l’intervento di un analista per intuire che forse, sull’atteggiamento spregiudicato di Norris, ha influito il fatto che la riportare al successo la McLaren dopo tanti anni di digiuno sia stato, nella domenica di Monza, il compagno di squadra Ricciardo.

"100 per me". Hamilton avuto parole molto affettuose per il connazionale, cercando di consolarlo. "Lo capisco, ci sono passato anch’io, Lando è un fuoriclasse e presto avrà modo di festeggiare sul gradino più alto del podio. Per me si tratta della vittoria numero 100, è un numero che mi inorgoglisce, mi commuove e un po’ anche mi spaventa, perché racchiude tutto quello che ho saputo fare fin qui in carriera. Sono felice per essere tornato in vetta alla classifica del mondiale, ma ammetto che non mi aspettavo di ritrovare al secondo posto Verstappen…".

"Bene così". Non a caso l’olandese, nel dopo gara, sembrava persino più felice dell’eterno rivale. "Se prima del via mi avessero detto che sarei salito sul podio avrei firmato subito. Era una giornata davvero difficile, scattare dal fondo mi escludeva da qualunque ipotesi di vittoria. Sono anche stato fortunato, perché la pioggia è arrivata a darmi una mano nel momento decisivo. Per il campionato in fondo non è cambiato niente, esco da qui con un ritardo di appena due punti e sarà una battaglia fino all’ultima curva dell’ultima tappa del mondiale".

Non c’era da dubitarne.