Lewis Hamilton, 36 anni, deve recuperare 19 punti in classifica a Verstappen
Lewis Hamilton, 36 anni, deve recuperare 19 punti in classifica a Verstappen
di Leo Turrini O la va o la spacca. O meglio: temendo di spaccare il motore, Lewis Hamilton ha deciso di cambiare power unit un’altra volta! Siamo al quinto esemplare installato sulla Mercedes del campione del mondo. Che quindi domani nel Gran Premio del Brasile (il via alle 18, diretta Sky) sarà retrocesso in griglia di cinque posizioni rispetto al risultato che otterrà oggi nella Mini Race: tutto da vedere, poi. La morale della favola è chiara:...

di Leo Turrini

O la va o la spacca. O meglio: temendo di spaccare il motore, Lewis Hamilton ha deciso di cambiare power unit un’altra volta! Siamo al quinto esemplare installato sulla Mercedes del campione del mondo. Che quindi domani nel Gran Premio del Brasile (il via alle 18, diretta Sky) sarà retrocesso in griglia di cinque posizioni rispetto al risultato che otterrà oggi nella Mini Race: tutto da vedere, poi.

La morale della favola è chiara: Mercedes ha già perso il derby della affidabilità con la Honda, che è il fornitore della Red Bull. Al tempo stesso, Hamilton gioca la carta dell’azzardo: con un motore fresco, punta a vincere le quattro gare che restano. Ci riuscisse, sarebbe matematicamente iridato per la ottava volta.

Per ora la scommessa sta pagando. Ieri Lewis è stato il più veloce nelle qualifiche per la Sprint Race di stasera (il via alle 20,30 italiane): ma il meno cinque per la gara della domenica è una zavorra pesante. E c’è un dubbio ulteriore, ancora più consistente, sul suo weekend di gara: fossero verificate le irregolarità alle misure dell’ala Drs della sua Mercedes contestate ieri nella tarda serata italiana, l’inglese oggi potrebbe partire addirittura ultimo.

Verstappen poi non sembra in vena di regali. Ieri l’olandese ha occupato il secondo posto davanti a Bottas e gli basterebbe conservare la posizione nella gara breve per scattare davanti a tutti nel Gran Premio.

Sia come sia, al netto di tutte le combinazioni possibili ed immaginabili, è sportivamente meraviglioso il duello che Lewis e Max stanno alimentando. Tappa dopo tappa, l’estenuante conflitto non smette di emozionare.

È la grande bellezza della Formula Uno, quasi un nostalgico ritorno alla epopea di Alain Prost ed Ayrton Senna.

Con Todt. Gli altri, tutti gli altri, diventano fatalmente comparse. Ferrari inclusa, purtroppo.

Ieri Sainz e Leclerc hanno chiuso la qualifica rispettivamente al sesto e al settimo posto. Hanno tenuto dietro le due McLaren, ma sono restati dietro la Alpha Tauri di Gasly.

Jean Todt, che stava a Maranello nel garage remoto insieme al suo ex allievo nonché successore Mattia Binotto (il presidente Fia è in Italia per la selezione delle ragazze ammesse al programma di pilotaggio di monoposto), Todt, dicevo, avrà pensato che ai suoi tempi, sì, insomma…