di Paolo Grilli I 22.500 sugli spalti a Wembley sembrano 80mila, per quanto urlano la loro passione; e i tremila scozzesi tra loro sono l’emblema dell’orgoglio, rappresentando anche tutti i connazionali arrivati a Londra senza il biglietto per la partita, ma mossi solo dalla voglia di esserci. L’Inghilterra non riesce a spuntarla sotto una pioggerella incapace di raffreddare gli animi in una sfida epica...

di Paolo Grilli

I 22.500 sugli spalti a Wembley sembrano 80mila, per quanto urlano la loro passione; e i tremila scozzesi tra loro sono l’emblema dell’orgoglio, rappresentando anche tutti i connazionali arrivati a Londra senza il biglietto per la partita, ma mossi solo dalla voglia di esserci.

L’Inghilterra non riesce a spuntarla sotto una pioggerella incapace di raffreddare gli animi in una sfida epica già prima del fischio d’inizio. Era la numero 115 tra le due nazioni, 148 anni dopo il primo duello: fu uno 0-0, come poi è finita ieri.

In campo c’è la storia, quella del calcio (gli scozzesi sostengono fermamente di averlo inventato loro) e quella di due popoli dai destini eternamente legati.

Inghilterra frizzante, nel primo tempo, ma niente di più: Stones con uno stacco fa fare invidia a quelli dell’Nba coglie un palo clamoroso di testa, un’altra buona occasione è sui piedi di Mount, ma Kane poi non incide pur corre. E così sono pure gli scozzesi a farsi pericolosi: il destro di O’Donnell parato d’istinto da Pickford è un’occasione con tutti i crismi, che lascia tanti rimpianti a una squadra assemblata per mordere senza troppi leziosismi.

Un’Inghilterra più elettrica si ripresenta dopo l’intervallo e subito Mount chiama Marshall a un intervento non banale. E poi è James ad alzare troppo la mira. Ma poi i Leoni riducono ancora i giri, facilitando la barricata ospite.

Manca la vera fiammata, alla selezione di Southgate, che poi finisce anche per soffire: James di testa salva sulla riga sul destro di Dykes. Viene sacrificato addirittura Foden – il più attivo, anche se ieri senza gli acuti di cui sarebbe capace – per fare spazio a Grealish: vengono battute le vie per una scossa che non arriva.

I Leoni inglesi dovranno salire di livello, se davvero vorranno cogliere un risultato pari alle altissime aspettative. La vittoria della Croazia non ha lasciato un’inerzia positiva.

Prima della gara di ieri, tutte e due le squadre si sono inginocchiate nel segno di Black Lives Matter. Un’altra pioggia, stavolta di applausi, a Wembley.