L’emozione di Lionel Messi, 34 anni, ieri al Santiago Bernabeu nella conferenza stampa d’addio al Barcellona
L’emozione di Lionel Messi, 34 anni, ieri al Santiago Bernabeu nella conferenza stampa d’addio al Barcellona
I singhiozzi di Messi, al momento del suo addio al Barcellona, restituiscono uno scampolo di lucidità al calcio ubriacato dai milioni. Anche se è lo stesso erede di Maradona, nelle sue ultime emozionatissime parole prima di concludere la carriera in blaugrana, a riassumere la follia inglobata in questa storia. "Lo scorso anno volevo andarmene, quest’anno volevo restare e non è stato possibile". Leo, nella conferenza stampa al Santiago Bernabeu, dribbla il suo futuro prossimo, ma Parigi è alle porte: il Psg ha fatto l’offerta da sceicchi (35 milioni a stagione, la metà di quanto ha...

I singhiozzi di Messi, al momento del suo addio al Barcellona, restituiscono uno scampolo di lucidità al calcio ubriacato dai milioni. Anche se è lo stesso erede di Maradona, nelle sue ultime emozionatissime parole prima di concludere la carriera in blaugrana, a riassumere la follia inglobata in questa storia. "Lo scorso anno volevo andarmene, quest’anno volevo restare e non è stato possibile".

Leo, nella conferenza stampa al Santiago Bernabeu, dribbla il suo futuro prossimo, ma Parigi è alle porte: il Psg ha fatto l’offerta da sceicchi (35 milioni a stagione, la metà di quanto ha guadagnato finora) e ha sollevato il Barca da quel costo insostenibile che è diventato il fuoriclasse argentino.

Non è bastato, insomma, il dimezzamento dello stipendio offerto dal 34enne: la montagna salariale assorbe oltre il 90% del bilancio blaugrana e la permanenza era diventata impossibile. Messi ha cominciato in lacrime e il pianto ha interrotto più volte la conferenza stampa-cerimonia. "Sono arrivato che ne avevo 13. Dopo 21 vado via con mia moglie, tre bambini catalano-argentini. Questo è un arrivederci". "Sono giorni non semplici, sto lasciando il club della mia vita. E la mia vita cambierà completamente. Dopo 16 anni tutto era una ripetizione delle stesse cose. Ora si ricomincerà da zero. Ma bisogna accettarlo e guardare avanti".

"Quando è stato eletto Laporta abbiamo parlato, siamo stati a cena insieme. Dopo questa cena ero sicuro che sarei rimasto qui. Che non ci sarebbe stato nessun problema sul contratto. Poi non è stato possibile. Non ho mai avuto alcun dubbio sulla volontà di restare".

"L’ha già detto il presidente Laporta: per i limiti della Liga non si poteva fare il rinnovo. Tutto il possibile è stato fatto, da parte del club, da parte del presidente. Io volevo rimanere, tutti lo volevano. Ma non abbiamo potuto. Io sono sempre stato chiaro con tutti, trasparente. Non mi sono mai sentito ingannato da nessuno. Ho letto che il Barcellona mi avrebbe chiesto di tagliarmi lo stipendio di un altro 30%, ma questa non è la verità. Si dicono tante cose che non sono vere purtroppo. Questo club è sempre stato buono con me. Ho vissuto qui tantissime cose. Sono successe tantissime cose belle. Mi hanno fatto crescere, migliorare, diventare la persona che sono oggi. Ho dato tutto per questa maglia, fin dal primo giorno. Sono grato per tutto l’affetto della gente. Non avevo mai immaginato questo addio. Avrei voluto fare un addio nel campo, per un’ultima ovazione. Mi sono mancati durante la pandemia. Mi immaginavo di andare via con lo stadio pieno. Ho sempre sentito l’amore di tutti". E poi ancora, su Instagram, come se non riuscisse a staccarsi da città e tifosi: "Mi sarebbe piaciuto partire in un altro modo, anche se suppongo che un addio non possa mai essere qualcosa di carino. Mi sarebbe piaciuto continuare qui, ho fatto tutto con quell’obiettivo e alla fine non è successo". Infine, la promessa:

" Me ne vado ma non è un addio, ci vediamo più in là. Viva il Barça".