11 apr 2022

Leclerc il dominatore: "Stavolta non ce n’era"

Il monegasco ringrazia la squadra: "La Ferrari mi ha dato una macchina che è una bestia, potevo permettermi qualunque cosa"

leo turrini
Sport

di Leo Turrini

"Stavolta la mia macchina era una bestia. Avrei potuto permettermi qualunque cosa…"

C’è tutto lo spirito di Carletto Leclerc in questa frase, pronunciata subito dopo il trionfo australiano. C’è la testimonianza di una consapevolezza felice: la capacità di disporre di una vettura che finalmente ha rimosso tutte le incertezze e le angosce di un passato troppo recente e però troppo doloroso.

Correndo con il piglio che era proprio di un certo Schumacher, Il giovane monegasco ha perfezionato il capolavoro curva dopo curva, semplicemente addomesticando la potenza del motore e godendosi la stabilità del mezzo meccanico.

È stato uno spettacolo impressionante, anche per chi ha sempre individuato in Carletto le caratteristiche naturali del fuoriclasse.

"Sei stato molto bravo, ti meriti questa gioia enorme che è anche la nostra": nelle parole via radio dedicate da Mattia Binotto al leader del mondiale c’era tutto l’orgoglio di una Scuderia che ha smentito gli scettici.

Lo stesso orgoglio riscontrabile nella replica di Leclerc: "Sono io che ringrazio voi, mi avete dato una macchina speciale".

Il dettaglio. C’è poi un particolare che viene a confermare la fiducia assoluta che Carletto ripone in questa Ferrari.

In Australia non gli bastava la pole. Non gli bastava il dominio assoluto esercitato in qualunque momento della corsa.

No. Leclerc voleva di più. Voleva essere sicuro di conquistare anche il punto addizionale riservato a chi firma il giro più veloce in gara. Così, il ragazzo ha chiesto alla gente del muretto il permesso di spingere ancora…Non che ce ne fosse bisogno: il fastest lap era già suo.

Ma l’appetito vien mangiando. "E così, all’ultimo mi sono ulteriormente migliorato, è stato come mettere la ciliegia su una torta buonissima", ha spiegato l’idolo di milioni di ferraristi.

L’errore. L’ostinata ricerca della perfezione è un tratto tipico della personalità dei grandi campioni. Carletto non si sottrae agli accostamenti con gli eroi del passato, anche se evita correttamente qualunque tipo di riferimento specifico.

Ma non per caso, nella euforia di una vittoria che non sarà dimenticata, Leclerc è andato a cercare il pelo nell’uovo.

"Ho fatto un errore, uno solo, tutto mio – ha spiegato –. In occasione di una ripartenza dopo l’uscita dal tracciato della safety car, ho messo le ruote della mia bestia Rossa sullo sporco. Questo ha quasi permesso a Verstappen di sorpassarmi. Ma sono riuscito a respingere il suo attacco e dopo non ho più avuto problemi".

Il titolo. Con due vittorie in tre gare e un saldo vantaggio in classifica generale, Carletto ormai ha gettato la maschera.

"Beh, questa è la mia prima vittoria in carriera in una condizione di dominio totale. Ora dobbiamo continuare così. È chiaro che non possiamo più nasconderci, l’obiettivo è il titolo mondiale".

Facciamo che si era già capito.

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