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13 giu 2022

Leclerc e Sainz restano a piedi, flop mondiale

Baku, entrambi i piloti fuori: dal 2009 le Rosse non uscivano nello stesso Gp per problemi tecnici. Verstappen vince e va a +34 su Charles

13 giu 2022
leo turrini
Sport

di Leo Turrini

Salvate il soldato Leclerc. Che è a pezzi. Processo alla Ferrari? Sicuro, è inevitabile, per quanto vagamente ingeneroso nei confronti di una squadra che poco più di un mese fa sembrava in grado di battere tutti. Non solo: stiamo sempre parlando di una macchina che è irresistibilmente veloce sul giro secco, tanto che Leclerc ha conquistato addirittura sei pole su otto gare. Eppure, dopo il doppio ritiro di ieri, il sogno mondiale pare già svanito.

Il crack. Baku ha inesorabilmente svelato la stupefacente fragilità della macchina rossa. Sia Carletto che il compagno di squadra Sainz sono stati lasciati a piedi dal motore. Due Ferrari ko per motivi tecnici nella stessa gara. Non accadeva dal 2009.

È una disfatta imbarazzante, aggravata dalla consapevolezza che si è rotto il motore anche su una Haas e su una Alfa Romeo, team clienti del Cavallino.

L’accusa. Sul banco degli imputati finisce fatalmente Mattia Binotto. È lui il grande capo e le sue competenze sono di estrazione motoristica. Da fuori è difficile capire cosa abbia messo in crisi la Ferrari. C’era già stata la rottura del turbo sulla macchina di Carletto un mese fa in Spagna. Ora è arrivata la nuova, duplice mazzata. Forse a Maranello hanno esasperato le specifiche tecniche quando hanno compreso che la Red Bull era più veloce sistematicamente sul dritto? La coperta è troppa corta? C’è un difetto nella catena del controllo qualità?

La difesa. Bisogna dare atto a Binotto di non nascondersi. Ecco la sua reazione: "L’affidabilità è un problema. Come non ci siamo esaltati prima non ci abbattiamo ora. Con l’incremento di potenza della PU, abbiamo perso forse in consistenza. Ogni caso va visto a parte. Dobbiamo guardare a tutto, anche al caso di Carlos. Prestazione e affidabilità devono essere perfette. Non ci abbatteremo, lavorando siamo in grado di risolvere il problema. Sulle gomme medie avevamo un passo simile alla Red Bull, sulle dure eravamo confidenti di arrivare a fine gara". Più preoccupante il passaggio successivo: "Beh, domenica si corre di nuovo in Canada. Siamo quindi costretti a gestire l’esistente. Cambieremo qualche componente, ma soltanto al ritorno in Europa saremo in grado di affrontare il problema". Tradotto: a Montreal la Ferrari rischia di nuovo.

Distrutto. Leclerc ha il morale sotto i tacchi. "Non trovo le parole, nemmeno so più cosa dire, sono troppi i punti persi, erano importanti in ottica Mondiali, sono altri 25 punti buttati e sicuramente è una cosa che fa male. Adesso è difficile trovare lati positivi. Dobbiamo trovare le motivazioni di questi ritiri e fare in modo che ciò non possa più ripetersi. Dobbiamo davvero analizzare le cose. Siamo stati competitivi nella prima parte della stagione senza avere grossi problemi, però sembra che da quando siamo un po’ più competitivi siano comparsi questi problemi. Ma non abbiamo fatto cambiamenti significativi. E’ difficile da capire cosa succede, ma dobbiamo riuscirci".

Eh sì, sì. Salvate il soldato Leclerc, prima che sia troppo tardi.

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