Lucia Bosé e il torero Luis Miguel Dominguin. A sinistra Carlos Sainz, pilota Ferrari
Lucia Bosé e il torero Luis Miguel Dominguin. A sinistra Carlos Sainz, pilota Ferrari
di Leo Turrini Da Dominguin il torero a Lucia Bosé, passando per i ferraristi Fernando Alonso e Carlos Sainz. Tanto unisce Italia e Spagna. Ma a volte il destino è cattivo. Sul serio! Perché se c’è stata una figura, nel tempo contemporaneo, capace di legare senza riserve Italia e Spagna, beh, quella era Raffaella Carrà. Lasciate stare la Grande Storia. I Re e i Papi. Franco e Mussolini. La guerra civile, che vide fratelli italiani su fronti...

di Leo Turrini

Da Dominguin il torero a Lucia Bosé, passando per i ferraristi Fernando Alonso e Carlos Sainz. Tanto unisce Italia e Spagna. Ma a volte il destino è cattivo. Sul serio! Perché se c’è stata una figura, nel tempo contemporaneo, capace di legare senza riserve Italia e Spagna, beh, quella era Raffaella Carrà.

Lasciate stare la Grande Storia. I Re e i Papi. Franco e Mussolini. La guerra civile, che vide fratelli italiani su fronti opposti proprio in territorio iberico.

Tutto vero, talvolta tragicamente vero. Ma il ponte ideale fra l’Italia e la Spagna, rivali stasera in una semifinale europea da sogno, aveva il sorriso di Raffaella. Sì, lei, esclusivamente lei. La soubrette per decenni più amata della penisola, ma al tempo stesso idolatrata dagli iberici. I quali, usciti soltanto nel 1975 dalla grigia dittatura franchista, scoprirono il piacere della vita grazie alle esibizioni dell’artista romagnola. Addirittura si dice sia nata per merito suo una parola entrata anche nel nostro linguaggio quotidiano. Movida! Il termine fu inventato tra Madrid e Valencia, tra Barcellona e Granada, in omaggio alla divina Raffaella. E la leggenda si è propagata fino ai giorni nostri, tanto che in piena pandemia è uscito, purtroppo soltanto sulle reti televisive in streaming, un film dedicato a quella incredibile botta di popolarità. La pellicola si intitola “Ballo ballo”.

E insomma, dalla paella alla grigliata, dalla birra alla cerveza, Raffaella lo sapeva. Abbiamo più di una cosa in comune con gli avversari di questa sera. Del resto, la generazione dei nostri nonni fu affascinata da una spettacolare storia d’amore. Erano gli anni 50, gli anni della ricostruzione, se vogliamo un tempo paragonabile a quello post Covid che stiamo vivendo ora. Ebbene, il più famoso e affascinante torero di Spagna, il leggendario Dominguin, perse letteralmente la testa per una ragazza nostrana. Lei si chiamava Lucia Bosé e la sua bellezza era abbagliante. I due, fra mille pettegolezzi, convogliarono a giuste nozze ed dal loro amore nacque Miguel Bosé, cantante e attore, oggi simbolo assurdo dei No Vax.

Ma questa è un’altra storia e a noi che tifiamo Italia, come faceva la Carrà, è sempre piaciuto più il tornante azzurro Domenghini che il torero Dominguin...