dall’inviato Leo Turrini Mancavano soltanto loro, all’appello. Detta così, suona persino male. Perché, in effetti, non stava scritto da nessuna parte che le Farfalle della ginnastica ritmica avessero l’obbligo di portarla a casa, la medaglia italiana numero quaranta. Ma sapete com’è, no? L’appetito viene mangiando e bla bla bla. La voglia di chiudere in cifra tonda aveva eccitato sin dalla vigilia tutti noi italiani festosamente prigionieri di Tokyo. E allora... Allora, Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela...

dall’inviato Leo Turrini

Mancavano soltanto loro, all’appello. Detta così, suona persino male. Perché, in effetti, non stava scritto da nessuna parte che le Farfalle della ginnastica ritmica avessero l’obbligo di portarla a casa, la medaglia italiana numero quaranta.

Ma sapete com’è, no? L’appetito viene mangiando e bla bla bla. La voglia di chiudere in cifra tonda aveva eccitato sin dalla vigilia tutti noi italiani festosamente prigionieri di Tokyo. E allora...

Allora, Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Centofanti e Martina Santandrea si sono calate nella parte che il destino aveva preparato per loro. Dovevano scalare posizioni con gli ultimi esercizi, per perfezionare la Scala Quaranta Azzurra.

Manuela Maccarani, la loro bravissima responsabile tecnica, aveva fatto leva anche sull’orgoglio del gruppo. Cinque anni fa, a Rio, c’erano state tante lacrime, a corredo di un quarto posto forse troppo condizionato dagli umori di una giuria dispettosa.

E insomma, c’era un cerchio da chiudere, appunto fra cerchi, palle, nastri e clavette. Le divine creature lo hanno fatto con stile, agitando il sistema nervoso delle rivali bielorusse. Costoro sono andate in tilt e se un torto era stato subito nel 2016, beh, finalmente è stato ripagato. Solo Russia e Bulgaria hanno fatto meglio.

La dedica. Il bronzo è stato dedicato dal quintetto alla maestra, a Manuela Maccarani. "È lei il nostro angelo - ha detto la capitana Maurelli - Tutto quello che siamo lo dobbiamo a lei, ai suoi insegnamenti. Il terzo posto è anche il modo di ringraziarla".

Chi sono. Le ragazze sono tutte tesserate per il gruppo sportivo della Aeronautica. Qui a Tokyo hanno volato con il pensiero e sulle note dell’Albero della Vita sono state perfette.

"Ora dimenticheremo i sacrifici, che ovviamente sono stati tanti - ha detto ancora Alessia - Il podio ci ripaga di tutto. E ci auguriamo che la medaglia spinga tante bambine a dedicarsi alla ritmica, che è una disciplina bellissima". La Maurelli viene da Rivoli ed è nata nel 1996. Agnese Duranti, classe 2000, è di Spoleto. Daniela Mogoreanu è nata in Moldova ma vive da sempre in Veneto, è del 2001 e da grande vuole fare la maestra. Martina Centofanti è di Roma, classe 1998 e per i patiti di calcio sarà qui segnalato che il padre Felice fu terzino dell’Inter a fine anni Novanta (ieri ha detto: "Mia figlia sa cosa significa la parola sacrificio, un giocatore di pallone no"). Martina Santandrea viene dall’Emilia, radici a Bentivoglio, è del 1999.

È bello che l’Olimpiade italiana, mai così femminile, sia stata chiusa in gloria da queste ragazze, davvero.