di Paolo Franci

Bisognerà abituarsi, perché adesso che siamo i più belli scendiamo dalla carrozza con gli occhi di tutti addosso, di squadre che, come la Bulgaria, metteranno non solo il pullman ma tutto il garage davanti alla porta ne incontreremo un bel po’. Non è scusa nè un alibi, perché di azioni per metterla di lusso i ragazzi del Mancio ne hanno costruite a secchiate. Poi, certo, riaffiora l’antica avarizia sotto porta, lì dove Ciro ha brillato poco. Vero, settembre è sempre un mese complicato per il nostro pallone perchè polpacci e garretti non possono mai essere al top, ma stavolta ci sono pure un paio di scelte del ct che hanno pagato poco.

Acerbi era in ballottaggio con Bastoni, ma il ct ha scelto il laziale, assai pallido e in ritardo sul gol. Peggio ancora, la mossa Florenzi, evidentemente in ritardo atletico e colpevolissimo sul gol bulgaro, per tenersi caldo Di Lorenzo per la Svizzera, assieme a Chiellini. Capita che la bacchetta magica del Mancio, scintillante oltre la scintilla quando sceglie o cambia in corsa, per una volta si inceppi. Appagamento? Zero. Qualità e voglia sono le stesse che ci hanno portato lassù, s’è visto. Quindi, sotto con la Svizzera sapendo di doverla vincere per forza. E poi c’è la bellezza del Franchi, che celebra a mille il gol di Fede Chiesa dimenticando il ’tradimento’ per indossare i colori dei rivali più sentiti. Chapeau.