di Giulio Mola Splende la Lu-La nel tiepido pomeriggio milanese. La coppia dei sogni Lukaku-Lautaro (30 gol stagionali, solo Lewandowski e Muller del Bayern con 35 reti hanno fatto meglio) abbatte un generoso ma stanco e fragile Milan con un rotondo 3-0 e lancia un chiaro avviso ai naviganti. Dopo il sorpasso nello scorso weekend ieri è arrivata la fuga, nel pieno rispetto dei pronostici che davano la squadra di Conte favorita rispetto ai rivali. Il derby numero 174 premia la forza dell’Inter, devastante in contropiede e spietata sottoporta e punisce forse in misura eccessiva il Milan,...

di Giulio Mola

Splende la Lu-La nel tiepido pomeriggio milanese. La coppia dei sogni Lukaku-Lautaro (30 gol stagionali, solo Lewandowski e Muller del Bayern con 35 reti hanno fatto meglio) abbatte un generoso ma stanco e fragile Milan con un rotondo 3-0 e lancia un chiaro avviso ai naviganti. Dopo il sorpasso nello scorso weekend ieri è arrivata la fuga, nel pieno rispetto dei pronostici che davano la squadra di Conte favorita rispetto ai rivali. Il derby numero 174 premia la forza dell’Inter, devastante in contropiede e spietata sottoporta e punisce forse in misura eccessiva il Milan, colpito a freddo dall’acuto dell’argentino ben innescato da Lukaku e messo ko nel primo quarto d’ora della ripresa dal bis del “Toro“ su assist di Perisic (splendida azione corale in velocità), proprio nel momento migliore dei rossoneri. Il 3-0 di Lukaku (che fa tutto da solo partendo palla al piede da centrocampo) al 66’ è solo la ciliegina sulla torta che rende più dolce la vittoria della capolista. Finisce con la festa dei nerazzurri, abbracciati in campo a cantare “chi non salta rossonero è“: l’Inter, che meglio non poteva onorare la memoria di Mauro Bellugi, dopo il lungo inseguimento e lo scatto (forse) decisivo delle ultime settimane si gode il +4 sui “cugini“ che restano secondi mentre il Milan dovrà cercare di rialzarsi velocemente perché 4 sconfitte in otto gare in questo primo scorcio del 2021 sono tante. Nessun ridimensionamento, perché quella rossonera resta una meravigliosa realtà ma c’è bisogno di resettare un po’ di cose (magari anche rivedere le modalità della partecipazione di Ibra a Sanremo in una fase così delicata della stagione) e rimettersi in pista, perché la settimana è di quelle toste: prima la Stella Rossa e poi all’Olimpico la Roma.

Il derby è stato senza storia: corretto e intenso, senza le scene isteriche viste in coppa Italia un mese fa. Lukaku e Ibra si sono ignorati pensando solo a giocare: il primo è stato determinante come sempre, il secondo più sfortunato e sostituito quando ormai il match era deciso. Primo tempo di chiara impronta nerazzurra, col Milan che giochicchiava orizzontalmente e Calhanoglu impalpabile. Conte nulla ha sbagliato, schierando la stessa formazione già vittoriosa con la Lazio: un’impalcatura ben costruita, solida in difesa e straripante sulle fasce con Hakimi e Perisic, a cui si aggiunge la qualità di Eriksen, Brozovic e dello straordinario Barella. A decidere il derby sono stati i due lampi di Lautaro e l’acuto di Lukaku (il primo giocatore nell’era dei 3 punti ad avere segnato in quattro derby consecutivi in A, e pure nel match di coppa Italia), ma pure le straordinarie parate di Handanovic in avvio di ripresa, due volte su Ibra e la più bella su Tonali. Poi tanta, troppa Inter. Che resta la vera favorita per lo scudetto. "Questo è l’unico obiettivo che ci rimane - ammette Lautaro - e lavoriamo ogni giorno per arrivare più in alto possibile. Corriamo e lottiamo tutti insieme. Siamo ben felici di essere in testa...".