di Giulio Mola Sedici giorni dopo il match di campionato rieccole Inter e Juventus sul prato di San Siro, accolte da duemila festanti tifosi nerazzurri assembrati all’esterno dello stadio. Il derby d’Italia come semifinale di Coppa Italia è tanta roba, ma questa volta la sfida fra il miglior attacco della A (quello di casa, 49 gol fino a ieri sera) e la difesa meno battuta (appena 18 le reti subìte dai bianconeri prima del match) premia il cinismo e la voglia di rivalsa dei campioni d’Italia, bravi ad approfittare delle incertezze difensive degli uomini di Antonio Conte e a “vendicare“ la netta sconfitta rimediata poco più di due settimane fa. Passa 2-1 la banda di Andrea Pirlo, che ipoteca la finale in attesa del ritorno, in programma fra 6 giorni all’Allianz...

di Giulio Mola

Sedici giorni dopo il match di campionato rieccole Inter e Juventus sul prato di San Siro, accolte da duemila festanti tifosi nerazzurri assembrati all’esterno dello stadio. Il derby d’Italia come semifinale di Coppa Italia è tanta roba, ma questa volta la sfida fra il miglior attacco della A (quello di casa, 49 gol fino a ieri sera) e la difesa meno battuta (appena 18 le reti subìte dai bianconeri prima del match) premia il cinismo e la voglia di rivalsa dei campioni d’Italia, bravi ad approfittare delle incertezze difensive degli uomini di Antonio Conte e a “vendicare“ la netta sconfitta rimediata poco più di due settimane fa. Passa 2-1 la banda di Andrea Pirlo, che ipoteca la finale in attesa del ritorno, in programma fra 6 giorni all’Allianz Stadium. Decisivo Cristiano Ronaldo, in “bianco“ nei due precedenti stagionali a San Siro, e ieri a segno con la doppietta che ribalta la partita. Vero, i giochi sono ancora aperti perché l’Inter a Torino potrà contare su Lukaku (confermata la tradizione “negativa“, quando manca il bomber i nerazzurri non sanno vincere), ieri assente per squalifica: ma con questa Juventus così organizzata e cattiva l’impresa è ardua.

Formazioni ben diverse rispetto alla sfida del 17 gennaio: c’è chi esce fra i nerazzurri (e quelle “forzate“ di Hakimi e dell’attaccante belga sono assenze pesanti) e c’è chi torna (Cuadrado e De Ligt) fra i bianconeri, schierati con Mc Kennie largo a destra e Kulusevski al fianco di CR7. Senza il principale punto di riferimento in avanti, l’Inter prova a cambiare gioco. Meno palle scagliate in avanti, qualche improvviso cambio di gioco per sorprendere i bianconeri sulle fasce. E come in campionato, i nerazzurri “spaccano“ il match alla prima azione (8’): grande ripartenza con Sanchez che anticipa Demiral, addomestica il pallone e innesca Barella, fuga e cross per Lautaro che anticipa De Ligt e fa secco Buffon (non impeccabile nella circostanza). Gol che l’argentino dedica alla piccola appena Nina nata. La Juventus reagisce subito: le insidie nascono tutte dalla fascia mancina dove Alex Sandro e soprattutto Bernardeschi affondano con continuità. Nell’area nerazzurra piovono palloni, e sull’ennesimo cross del Berna (23’) Cuadrado si arrabbia per una trattenuta di Young. Calvarese va confrontarsi col Var e impiega un paio di minuti prima di fischiare il rigore che Ronaldo trasforma con freddezza. Bianconeri cortissimi, mentre l’Inter corre il doppio per pressare senza riuscire a verticalizzare. Al 35’ un’altra “frittata“ della difesa nerazzurra: “prendo io-spazzi tu“, goffo malinteso Bastoni-Handanovic fuori area con CR7 che si inserisce fra i due e deposita il pallone in porta. Gol numero 762 in carriera, e ventiduesimo stagionale (terzo in totale contro l’Inter) per il portoghese. Subito dopo scintille fra lo juventino e Vidal (ammonito per proteste dopo un’entrata decisa, il cileno salterà il ritorno così come Sanchez). L’assenza di Lukaku si fa sentire, mancano soluzioni davanti anche perché dopo i primi minuti di sbandamento De Ligt e Demiral prendono le misure agli avversari. E poi manca la qualità nerazzurra.

Attacca in maniera disordinata l’Inter dopo il giro di boa: attento Buffon su Young (4’), mentre Kulusevski (9’) mette in difficoltà Handanovic. La migliore occasione per il 2-2 nasce da un erroraccio di Bentancur (11’) che perde palla su pressing di Vidal: va a botta sicura Sanchez ma il tiro viene ribattuto sulla linea da Demiral. L’Inter attacca a testa bassa, CR7 invita i suoi a non “abbassarsi“. Conte inserisce Perisic, e subito dopo Sanchez libera Darmian, “murato“ da Buffon che riscatta l’errore del primo tempo. Nei venti minuti finali c’è pure Eriksen per Vidal (che non la prende bene) ma il danese non fa magie e tira in bocca a Buffon . Entrano anche Artur e Morata da una parte e Pinamonti con Sensi dall’altra, ma l’assalto finale dell’Inter nulla cambia.