Larissa Iapichino, 18 anni a luglio, con la mamma Fiona May e il papà Gianni Iapichino
Larissa Iapichino, 18 anni a luglio, con la mamma Fiona May e il papà Gianni Iapichino

Firenze, 25 maggio 2020 - A quasi 18 anni (li compirà il 18 luglio) è una ragazza determinata e con i piedi per terra, anche se quando li stacca dalla pedana compie imprese da sogno. E’ Larissa Iapichino, giovane talento dell’atletica italiana: con 6,64 ai campionati italiani allievi di Agropoli (giugno 2019), ha stabilito i primati italiani allieve e juniores di salto in lungo. Sempre nel 2019 ha vinto il titolo europeo under 20. Saltatrice (e ostacolista) della Firenze Marathon, allenata da Gianni Cecconi e Ilaria Ceccarelli, Larissa culla il sogno olimpico.

Lei è figlia d’arte (il padre Gianni è stato primatista e pluricampione italiano di salto con l’asta, la madre Fiona May è stata due volte campionessa del mondo di salto in lungo). Le dà fastidio essere accostata ai suoi genitori o la inorgoglisce?
"Sono molto orgogliosa di quello che sono stati i miei genitori, però dopo un po’ infastidisce essere riconosciuta come figlia di... invece che come Larissa Iapichino, perché alla fine io sono la mia persona, loro hanno fatto grandissime cose, ma io sono io e loro sono loro. E poi siamo di due generazioni diverse, le cose vanno separate".

Come ha vissuto questa pandemia?
"Come ragazza non me la sono passata così male. Grazie alla tecnologia sono rimasta in contatto con gli amici, molto impegnata con la scuola. Certo, seguivo la situazione con ansia e preoccupazione. Ho provato a restare serena, ho cucinato dolci, mi sono riavvicinata alla lettura, ho iniziato a scoprire nuova musica, nuovi film. Come atleta è stato complicato: ho mantenuto la forma, però è stato difficile. Una saltatrice ha bisogno di una buca apposita per saltare e fare una seduta di velocità sul cemento invece che sul tartan non è il massimo. Adesso siamo ritornati sul campo e sono felice".

Lo slittamento di un anno dei Giochi Olimpici la favorisce?
"Io e tutti i giovani atleti siamo favoriti, le possibilità di poter partecipare si alzano. Anche perché è un anno in cui ci sono poche gare e ci si può focalizzare su questo obiettivo. Però, io sono molto scaramantica e molto obiettiva, non do mai niente per scontato e non dirò mai con certezza, finché non avrò qualcosa di concreto, se potrò partecipare alle Olimpiadi. Noi ci proviamo e, nel bene o nel male, sarà un’esperienza".

Altri obiettivi stagionali?
"Mi piacerebbe partecipare ai Mondiali juniores che si terranno a Nairobi e agli Europei assoluti di Parigi".

Nata in Mugello, ma orgogliosamente fiorentina...
"Adoro Firenze, è la mia città preferita in assoluto, ha tutto ciò che dovrebbe avere una città. Dal punto di vista artistico e culturale ha pochissimi pari al mondo. E io amo mostrare che vengo da Firenze. Il mio luogo del cuore è piazza della Signoria. Ha un’atmosfera che mi ha sempre scaldato il cuore".

Ovviamente tifosa della Fiorentina ...
"Certo, anche se sono una tifosa tiepida, non proprio da curva. Ma cerco di seguirla il più possibile in tv".

Giocatore preferito?
"Federico Chiesa, un po’ mi rivedo in lui. Anche Federico è figlio d’arte".

Cosa le piace fare quando non si allena o non va a scuola?
"Sono una ragazza normalissima, mi piace uscire con gli amici, fare shopping, andare a ballare. Una ragazza normalissima con una grande passione per l’atletica".

Per lei l’atletica è sempre un divertimento o è già sacrificio?
"Essendo ancora molto giovane per me è un divertimento, certo nel corso degli anni è sempre più una cosa seria, diventa piano piano un sacrificio. Il segreto per mantenere viva la passione è mischiare queste due componenti. Bisogna sempre divertirsi, perché altrimenti alla fine passa un po’ la voglia".

Progetti futuri extra atletica?
"Andare all’università e studiare giurisprudenza per avere una seconda strada. Preferisco trovarmi di fronte a un bivio di scelte piuttosto che a una scelta obbligata".

Come motto ha una frase di Virgilio: “Omnia vincit amor”, l’amore vince ogni cosa.
"Sono una persona molto romantica, per le mie amiche credo troppo alle favole. Forse perché sono cresciuta a pane e fiabe con le storie d’amore di principesse. Secondo me l’amore (che sia per una persona o per uno sport come nel mio caso) è ciò che vince su ogni cosa ed è molto potente, io l’ho visto inmoltissime situazioni. Anche parlando di me e l’atletica: mi è capitato di chiedermi chi me lo fa fare di sacrificarmi, però l’amore per questo sport mi ha fatto continuare e capire che è quello che voglio".