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19 apr 2022

La zampata di El Sha, le lacrime di Insigne

La Roma agguanta il pari con il ’Faraone’ al 91’ dopo il rigore di Lorenzo nel primo tempo. Sfuma il sogno del Napoli ora a -4 dalla vetta

19 apr 2022
paolo franci
Sport
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne
Stephan El Shaarawy, 29 anni, festeggiato dopo il gol: il ’Faraone’ ha segnato le sue reti in questo campionato oltre il 90°. Nel tondo, il pianto di Lorenzo Insigne

napoli

1

roma

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Primo tempo: 1-0

NAPOLI (4-2-3-1): Meret 6; Zanoli 6, Rrahmani 5.5, Koulibaly 7, Mario Rui 7; Anguissa 6.5, Lobotka 6 (12’ st Zielinski 5); Lozano 6.5 (23’ st Elmas 6), Fabian Ruiz 5.5 (23’ st Demme 6), Insigne 6.5 (37’ st Juan Jesus sv); Osimhen 6 (37’ st Mertens sv). Allenatore: Spalletti 5.5.

ROMA (3-5-2): Rui Patricio 6; Mancini 6.5 (39’ st Carles Perez 6), Smalling 6.5, Ibanez 5; Karsdorp 6, Sergio Oliveira 6 (30’ st Veretout 6.5), Cristante 6 (1’ st Mkhitaryan 6.5), Pellegrini 6, Zalewski 6 (30’ st El Shaarawy 7); Zaniolo 6 (41’ st Afena-Gyan 6.5), Abraham 6.5. Allenatore: Mourinho 6.5.

Arbitro: Di Bello di Brindisi 6.

Reti: 11’ pt Insigne (rig.); 46’ st El Shaarawy.

Note: al 33’ st Fuzato espulso (da fuori dal campo) per proteste. Ammoniti: Cristante, Koulibaly, Zanoli, Lozano, Insigne, Zaniolo.

di Paolo Franci

La bottiglietta presa a calci, nella solitudine di una panchina ormai vuota, è la metafora di un sogno scudetto che Lorenzo Insigne non potrà inseguire mai più. Il Napoli ha buttato via la possibilità di giocarsela fino alla alla fine nella maniera più dolorosa: in mezzo alla sua gente. E l’uscita di scena che fa più male per un ragazzo che volerà in Canada portandosi il Napoli nel cuore e la maglia azzurra sotto pelle. E in quella camminata lenta sul prato del San Paolo verso la sua Curva, mentre i fischi di delusione diventano scroscio di applausi, c’è tutta la disperazione per non essere diventato immortale grazie a uno scudetto che sarebbe stato leggenda. Così come lo fu quello di Diego.

E allora giù lacrime. Un pianto a dirotto difficile da contenere, come lo è stata la Roma di Mou nella ripresa, fino a quel colpo di stiletto che ha pareggiato il rigore (netto) segnato proprio da Insigne. Karsdorp per Pellegrini, palla a Felix, velo, tacco di Abraham e arriva El Shaarawy che la mette dentro. Siamo nel recupero, minuto 90 e 22 secondi, il sogno di Lorenzo si spezza lì, con un gol bellissimo della Roma. Perchè poi se il destino si deve mettere in contromano, a volte si fa così bello da farti ancor più male. Prima la Fiorentina che domina e vince al San Paolo, poi la Roma che domina nel secondo tempo e pareggia, quando avrebbe anche potuto vincerla: Così il Napoli ha strappato il sipario dello scudetto. E quel "Giusto! Giusto! Giusto!" urlato da Mourinho dopo il pari è la colonna sonora di un risultato che, alla fine, alla Roma andrà anche stretto. Mou, polemizzerà e di brutto sull’arbitraggio - pessimo nella gestione dei cartellini, non sui due episodi da rigore - sparandola lì: "Abbiamo il diritto di vincere le partite, in alcuni frangenti mi sono vergognato di essere in campo...".

Per Spalletti, ancora una volta la via per lo scudetto si spezza in casa, anche se stavolta contro due squadre di gran pregio. Quattordici anni fa, il 19 aprile del 2008, la sua splendida Roma buttava la corsa scudetto contro il Livorno che lottava per non retrocedere.

Più di una volta, Lucianone ha dato l’impressione di poter centrare il suo primo titolo in Italia, ma ogni volta la pezzetta tricolore gli è scivolata via come sabbia tra le dita. Va detto però: quest’anno il Napoli ha fatto miracoli, in particolare quando è rimasto in corsa senza i suoi big - Anguissa, Osimhen e Koulibaly - volati via per la Coppa d’Africa e questo non si cancella, anche se nelle lacrime di Insigne c’è tutto il rimpianto di ciò che poteva essere e non sarà.

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