Paolo Franci

Quando ci vuole, ci vuole. La polemica, intendo. D’altra parte non si riesce proprio a resistere quando i Globe Soccer Awards si trasformano nell’Inno di Mameli o giù di lì. Abbiamo vinto tutto e di tutto: Italia miglior squadra, Roberto Mancini miglior allenatore, Donnarumma miglior portiere e, sì, Leo Bonucci miglior difensore. Finita? Eh no, perchè il governo di quella Lega di Serie A che il fantasmagorico ministro dello Sport del governo Conte VIncenzo Spadafora voleva far passare per gretto e privo di scrupoli all’alba della ripartenza del pallone, è stato premiato per il raro talento dell’innovazione.

E la polemica dov’è? Eccola. Felice e tronfio del ruzzolar di premi verso il pallone italiano, vado a ripescare la classifica del Pallone d’Oro per rileggerla con voi: Jorginho che vince Champions ed Europeo arriva terzo. Poi si precipita fino a Donnarumma decimo, Chiellini tredicesimo e Bonucci - il migliore dell’anno secondo gli Awards - alla numero 14. Ora, non che Leo (Bonucci) dovesse vincere il Pallone d’Oro. Ma quel che è accaduto sul palco di Dubai rende più ridicola la classifica di France Football, con Leo Messi ad alzare il Ballon d’or, dopo aver alzato in stagione ’solo’ la Coppa America. Jorginho se lo meritava, così come Lewandowski, ma evidentemente fanno vendere meno magliette e scarpe del play del Chelsea e di Robert il polacco. A proposito: e Messi a Dubai? Non pervenuto.