Leo Turrini

Ieri era domenica. Si sono giocare partite di campionato nella Premier League inglese, nella serie A di Portogallo, Olanda, Belgio e Turchia. In Italia, si è scomodata soltanto la B, con rispetto parlando. Ora, ovviamente qui non si tratta più di evocare folle festose all’interno degli stadi tra Natale e Capodanno. La pandemia ha spazzato via suggestioni che appartengono ad un passato di cui pure abbiamo nostalgia. Ciò premesso, l’interrogativo resta. Perché il nostro calcio non riesce a fare, organizzativamente parlando, il sospirato salto di qualità?

All’interno