Giuseppe Tassi

Szczesny toglie e Szczesny dà. Il grande ritorno dell’Impronunciabile regala alla Juve la vittoria sulla Roma (la quarta consecutiva) che vale 14 punti in classifica e il quinto posto in coabitazione con Lazio e Atalanta. È una Juve che rientra con rabbia e nuovi entusiasmi nei grandi giochi del campionato, scudetto compreso. Kean segna il gol vittoria con un flipper di testa innescato da Bentancur. Ma per conservare una vittoria che vale oro ci vuole la prodezza di Szczesny su Veretout. Rigore contestato e conteso, che lo specialista francese fallisce dopo 14 centri consecutivi per l’abilità del portiere polacco. Ma la Juve non è solo un gigantesco Chiellini , un indomabile Bentacur o un De Sciglio che diventa re degli assist. È una squadra che ringhia e soffre, aggrappata a un 3-5-2 che presidia ogni zona del campo e cerca il colpo letale in contropiede, nonostante la buia serata di Chiesa. Vittoria che vale doppio perché arriva contro una grande Roma: veloce, solida, determinata capace di dominare la scena per lunghi tratti della partita con Mourinho tarantolato in panchina. Quando si esce con tre punti da una battaglia di questa intensità, le forze raddoppiano e l’entusiasmo torna quello dei giorni di gloria. La Juve è tornata.