Giuseppe Tassi

Guardare avanti. Senza nostalgie, senza peccati di riconoscenza. Questo deve fare Mancini per ridare smalto alla sua Italia. La conferma arriva dal match con la Svizzera: un altro pareggio che allunga a 36 i risultati utili degli azzurri (record assoluto), ma mette a rischio primo posto e qualificazione ai mondiali in Qatar.

La Grande Bellezza dell’Europeo lascia spazio a una squadra presupponente e poco concentrata. Mancano l’intensità, la rabbia agonistica, la magia sottile che misero le ali all’Azzurra di Mancini. Senza questo spirito e con una condizione fisica approssimativa, la nazionale diventa una squadra aggredibile. La dimostrazione di quanto conti la testa nelle vicende del pallone arriva dal rigore sbagliato da Jorginho, il secondo di fila dopo quello nella finale con l’Inghilterra. Ma anche dagli errori di tiro di Berardi e Insigne e dalle troppe palle dolorosamente perse a centrocampo, dove Locatelli avvicendava Verratti.

Proprio per questo serve andare oltre Euro 2020, cercare soluzioni nuove, come l’inserimento in coppia di Zaniolo e Chiesa nel finale, ridare spinta emotiva e concentrazione a una squadra che sembra improvvisamente appagata e troppo lontana dal modello brioso e vincente di cinquanta giorni fa.

Mancini ha tutti gli strumenti tecnici e il carisma per riprendere il filo del successo e la qualità del gioco. A patto che riapra le porte del club Italia a tutti gli uomini nuovi e alle suggestioni che vengono dal campionato.